Articoli relativi a ‘expo2015’

Expo 2015: un connubio perfetto tra tecnologia e ambiente per Palazzo Italia

palazzoPalazzo Italia, simbolo di Expo 2015, sarà biodinamico e “mangia-smog”.

L’innovativo progetto architettonico presentato con un’installazione all’Università Statale di Milano dallo studio Nemesi & Partners prevede la realizzazione di una struttura complessa e dinamica, ispirato alle forme naturali di una foresta ramificata.

L’aspetto più interessante dell’edificio è però il materiale con cui verrà costruito: il cemento biodinamico. Costitituito da Tx Active, un principio fotoattivo che reagendo alla luce solare è in grado di catturare piccole particelle organiche e inorganiche presenti nel contesto, questo materiale può  contribuire alla diminuzione dello smog presente in atmosfera. Il cemento biodinamico, che alla vista e al tatto sembra marmo, è stato utilizzato per la prima volta nel 1996 a Roma per la realizzazione della chiesa “Dives in Misericordia” di Richard Meier caratterizzata da tre imponenti vele bianche. Da allora la ricerca e il miglioramento dei legami tra le particelle fotocatalizzatrici che lo costituiscono non ha avuto sosta. Innumerevoli sono gli studi, le sperimentazioni e le verifiche che il Centro tecnico del Gruppo Italcementi ha condotto in collaborazione con Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), CNR (Istituto inquinamento atmosferico) e CCR (Centro comune di ricerca Ispra) apportando continuamnete nuove conferme all’efficacia di questo materiale .

Inoltre, i pannelli bio-dinamici che costituiranno la parte esterna del palazzo saranno realizzati per l’80% da materiale reciclato, conferendo alla struttura un plus valore per quanto riguarda la sua eco-sostenibilità e rafforzando così l’importanza che il reciclo ha oggi per la conservazione del nostro Pianeta.

Diana Bracco, presidente di Expo 2015 e commissario del Padiglione Italia, ha affermato che “l’Esposizione Universale del 2015 è una grande opportunità di rilancio per l’Italia, che permetterà al nostro Paese di valorizzare le nostre numerosissime eccellenze produttive, tecnologiche e scientifiche”. Per queste ragioni, portare ad un evento di tale calibro innovazioni e soluzioni proposte e brevettate da aziende interamnete italiane, qual’è Italcementi, è sicuramente un’occasione a cui il nostro Paese non può ad oggi rinunciare.

Il padiglione del Kuwait per Expo 2015

expo

Una struttura segnata dalle ‘vele’ che solcano il Golfo Arabico, con richiami agli elementi naturali di una terra dalle condizioni climatiche difficili.

Un nuovo progetto si aggiunge alla folta serie di strutture per i padiglioni di Expo 2015: è quello del Kuwait, presentato a Milano nel corso di una conferenza stampa lo scorso 6 marzo 2014. Una riflessione visionaria suglielementi naturali che caratterizzano il paesaggio dello Stato mediorientale, come il deserto, il sole e il mare, con un accento particolare sull’acqua, mai come in questa terra così preziosa.

Affidato per la sua realizzazione a Nussli Italia, con il contributo dello studio Italo Rota per l’ideazione architettonica e il design della struttura, il progetto del padiglione Kuwait rappresenta il mix di tradizione culturale e modernità scientifica alla base dell’identità della società kuwaitiana contemporanea, che viene trasposto nel profilo delle vele “kuwaitiane” proprie delle imbarcazioni tradizionali (le “Dhow”), ancora in uso nelle acque del Golfo arabico e sulla superficie delle serre e dei sistemi agricoli idroponici del Paese. Nel progetto viene richiamato il tema principale di Expo 2015 (“Nutrire il pianeta, energia per la vita”), interpretato dall’identità di un Paese che da tempo è impegnato nello sviluppo di best practices in campo energetico per applicare soluzioni non convenzionali nella produzione di alimenti e lasciare alle generazioni future una terra più fertile.

“Il padiglione offre ai visitatori un’esperienza affascinante e ricca di momenti interattivi, per scoprire come dalla ricombinazione degli elementi naturali permessa dalle moderne tecnologie sia possibile generare la vita in luoghi inaspettati”, spiega Emanuele Rossetti, direttore di Nussli Italia. “Per questo motivo il percorso espositivo si articola in una struttura narrativa che si può suddividere in tre momenti: la presentazione del territorio del Kuwait e delle sue difficili caratteristiche climatiche, uno sguardo sulle soluzioni tecnologicheeducative e di ricerca che stanno rimodellando questo ambiente e, finalmente, l’incontro con la calda ospitalità e la ricchezza culturale della società kuwaitiana”.

Il cantiere del padiglione Kuwait sarà aperto, secondo il cronoprogramma fissato dal comitato organizzativo dell’Expo, a giugno, occupando un lotto di 2.790 mq a nord del Decumano nella parte orientale del sito espositivo. A regime, impiegherà circa 300 persone del posto.

Autore: Vincenzo Rossini

Fonte: ARCHITETTO.INFO

Expo 2015: la Turchia si offre di subentrare a Milano

La notizia che Expo 2015, che si dovrebbe tenere a Milano fra cinque anni, si è impantanata nelle risse fra gli enti locali lombardi e si trova in gravi difficoltà finanziarie anche a seguito dei tagli nei finanziamenti agli enti locali lombardi imposti da Giulio Tremonti, oltre che a preoccupare il quartier generale parigino, è arrivata anche in Turchia. Dove, invece, la notizia sulle difficoltà di avvio dell’Expo milanese, hanno suscitato nuove speranze.
Infatti la Turchia (che candidava, come sede dell’Expo 2015, la sua città di Smirne) era stata battuta da Milano sia pure sul filo di lana a Parigi. Adesso, in Turchia, si sta meditando la rivincita. Da Ankara infatti sono venute delle offerte di disponibilità a subentrare a Milano nelle migliori condizioni cioè nell’ambito di un ben più ampio contratto di amicizia e collaborazione con Milano e la Lombardia e, in genere, con l’Italia intera. La Turchia, nei riservati pour parler, che vengono rivelati in esclusiva da ItaliaOggi, sarebbe, non solo disposta a rifondere i costi già sin qui sostenuti dagli organizzatori dell’Expo meneghina, ma anche a fornire una congrua somma a mo’ di avviamento-risarcimento che potrebbe servire a coprire il baratro che Tremonti ha aperto nei conti degli enti locali milanesi e, in particolare, della Regione Lombardia che, dalla manovra del governo (pur essendo la regione più efficiente d’Italia; anzi, proprio per questo) ha tratto il massimo danno.
Fra i big politico-amministrativi lombardi che stanno organizzando lo sforzo, per il momento inane (non è stato ancora deciso come acquisire le aree, ad esempio) per riuscire a organizzare l’Expo a Milano, l’offerta di Smirne viene seguita con grande attenzione. L’alternativa è: fare una brutta figura adesso, o farla al momento dell’inaugurazione dell’avvenimento? Farla adesso, significa non perdere risorse. Anzi, averne di nuove ed aggiuntive. Oltrettutto, molte opere complementari all’Expo (come la Pedemontana, l’alta velocità a Malpensa e le nuove linee metropolitane a Milano sono già state in gran parte finanziate o sono addirittura in corso di realizzazione). E poi, questa soluzione di rinuncia, potrebbe essere attribuita (peraltro motivatamente) alle conseguenza della crisi economica internazionale che, tagliando i bilanci pubblici, ha tolto ossigeno anche a questa grande iniziativa. Fallire a ridosso dell’inaugurazione invece (con padiglioni ridimensionati, partecipazioni nazionali ridotte e cosi via) sarebbe un insuccesso che verrebbe attribuito, a livello internazionale, alla incapacità di portare a termine questo grande progetto e quindi con un’inaccettabile ricaduta negativa sull’immagine complessiva dell’Italia a livello mondiale.
A questo punto sorge però, inevitabilmente, una domanda. Come mai la Turchia che, anch’essa, è stata colpita dalla crisi economica internazionale, riuscirà a trovare le risorse che l’Italia non riesce a mobilitare per realizzare l’Expo? La spiegazione è semplice.
Primo, perché, mentre l’Italia sta crescendo all’1% annuale del pil, con tendenza al ribasso, la Turchia sta crescendo al 4,5%, con tendenza al rialzo.
Secondo, perché la Turchia, rigettata dall’Eu, che ne rimanda continuamente il processo di adesione, vede, nell’Expo di Smirne, il modo di reinserirsi nel contesto internazionale, diciamo occidentale, dopo che essa ha costruito la sua nuova leadership nel Medio Oriente con l’apertura di nuovi e più intensi (ed anche più imbarazzanti) canali di collaborazione con paesi come la Siria e l’Iran. Per la Turchia, quindi, l’Expo a Smirne sarebbe il modo, fra l’altro, di bilanciare verso il resto del mondo non islamico, una posizione che oggi è troppo squilibrata verso paesi difficili (come la Siria) o addirittura “canaglia” (come l’Iran) .

Fonte: ItaliaOggi

Expopack 2015: feeding the planet, energy for life

Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) con il patrocinio di Expo2015 in partnership con Assocarta, Assografici, Amsa, Slow Food e Symbola e con la rivista Interni, lancia un concorso per la progettazione di un contenitore (pack) in carta e cartone funzionale, utile, riciclabile al 100% che possa diventare la mascotte dell’EXPO 2015 e che incarni i valori di eco-sostenibilità ambientale, coerentemente con il tema dell’edizione italiana dell’EXPO: feeding the planet, energy for life, fornendo un supporto/oggetto utilizzabile durante la visita (supporto informativo e contenitore di alimenti e/o liquidi) e da portare a casa come ricordo. I destinatari del premio sono studenti di scuole universitarie italiane, a indirizzo grafico, designer, architetti, aziende che possono proporsi individualmente o in gruppo. I criteri di valutazione saranno: capacità di generare innovazione di processo, di prodotto o di servizio; funzionalità durante l’Expo; estetica; originalità; modularità del prodotto per differenti impieghi; valutazione dei benefici ambientali apportabili. Il progetto vincente sarà prodotto in occasione dell’EXPO e il suo ideatore riceverà un premio in denaro pari a 5.000 euro; ammontano a 3000 e 2000 euro, invece, i premi del secondo e terzo classificato. Info e modalità d’iscrizione qui. Iscrizione fino al 10 dicembre 2010.

Fonte: BioEcoGeo