Articoli relativi a ‘fotovoltaico’

Pesaro: il più grande impianto fotovoltaico d’Italia integrato nel tessuto urbano

Sono iniziati a fine aprile i lavori per la realizzazione del più grande impianto fotovoltaico d’Italia totalmente integrato nel tessuto urbano, con una potenza di 2.200 kW, corrispondente al fabbisogno energetico medio di circa 750 famiglie e vedrà la sua realizzazione nell’area dell’Adriatic Arena di Pesaro. Il progetto, sarà completato entro il mese di ottobre, prevede la realizzazione di pensiline ombreggianti in acciaio la cui copertura è costituita da pannelli fotovoltaici collegati alla rete di distribuzione elettrica che alimenterà il quartiere con l’energia elettrica prodotta dal sole, completamente rinnovabile e senza emissioni di Co2.
Gli abitanti del quartiere e i passanti occasionali potranno seguire in tempo reale la produzione di energia rinnovabile e il conseguente risparmio di combustibile fossile e di CO2 immessa in atmosfera tramite display che verranno installati sulle strade del quartiere. L’area del parcheggio, che vedrà la realizzazione di 1000 posti auto coperti da 9.590 pannelli fotovoltaici che produrranno 2.500.000 kW di energia verde, sarà dotata di un sistema di videosorveglianza sulle 24 ore connesso alla centrale operativa della Vigilanza Urbana del Comune, garantendo una migliore protezione alla vita quotidiana dei residenti.
L’installazione del protitipo del trisol, la struttura che verrà utilizzata per la realizzazione del parcheggio, ha visto la partecipazione del Sindaco di Pesaro, Prof. Luca Ceriscioli, dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Pesaro, Giancarlo Parasecoli, dell’ Arch. Annarita Santilli, Responsabile Ufficio Energia del Comune di Pesaro e l’Ing. Roberto Longo, presidente di Sunparking Pesaro Srl. Visita il sito BluMiniPower.

Fonte: BioEcoGeo

Senigallia: inaugurato hotel a energia solare

Energy Resources ha realizzato a Senigallia un hotel a energia solare che renderà il 4 Stelle Metropol una struttura all’avanguardia per rispetto dell’ambiente e qualificazione turistica. L’impianto fotovoltaico realizzato dall’azienda marchigiana Energy Resources, leader nel settore delle rinnovabili, avrà una potenza massima di 80 kW e consentirà di soddisfare integralmente il fabbisogno elettrico della struttura con energia da fonte rinnovabile, evitando così ogni anno l’immissione in atmosfera di 45 tonnellate di CO2. L’impianto è composto da 354 moduli fotovoltaici Sunpower ad alta efficienza, posizionati sulla tettoia dell’hotel e sulla copertura del parcheggio auto, dove sono state predisposte anche 2 postazioni per la ricarica di veicoli elettrici.
L’intervento che abbiamo realizzato all’Hotel Metropol – commenta Enrico Cappanera, amministratore delegato di Energy Resources – è un esempio estremamente significativo di come l’impiego di fonti rinnovabili possa valorizzare una struttura di accoglienza, rendendola ‘amica’ dell’ambiente e più competitiva nella capacità di attrarre presenze nella Riviera Adriatica. Il connubio di turismo e ambiente rappresenta una carta vincente per valorizzare il nostro territorio, e si può realizzare grazie ad imprenditori particolarmente lungimiranti. Si fa un gran parlare di rinnovabili, ma poi bisogna crederci – aggiunge Gianni Tittarelli, co-titolare dell’Hotel Metropol – Abbiamo attuato un investimento importante, che grazie al tipo di intervento incentrato sull’impiego di fonti rinnovabili ha trovato anche il sostegno del sistema bancario. L’obiettivo principale era realizzare un risparmio sotto il profilo energetico, ma anche attirare un turista particolarmente sensibile alle tematiche ambientali. Uno sforzo importante è stato dedicato ad ottenere un risultato che fosse anche visivamente e architettonicamente piacevole.

Fonte: InfoBuildEnergia

Fotovoltaico: grafene, il materiale innovativo

Grafene. Sarà il materiale del futuro? Così sottile da essere considerato bidimensionale, più resistente dell’acciaio, applicabile nel fotovoltaico e non solo. Premesse che lasciano sperare in un futuro glorioso per questo materiale per il quale Andre Geim e Konstantin Novoselov si sono aggiudicati un premio Nobel per la fisica. E dopo il Nobel del 2010, chissà che interessanti novità ci riserva il 2011 a proposito del grafene. Avrete sicuramente sentito parlare di grafite, quella che si trova al centro delle matite per intenderci. Bene, questo materiale prende il nome più o meno da lì. I due scienziati infatti, incollando un blocco di grafite ad un normalissimo nastro adesivo, hanno dato vita al foglio più sottile al mondo, perché spesso come un atomo (di carbonio). Il foglio di grafite. Le applicazioni del grafene nell’ambito della sostenibilità ambientale sono davvero interessanti.
Nel settore fotovoltaico infatti, il grafene potrebbe sostituire il silicio, attualmente usato per le celle fotovoltaiche. E’ resistente, flessibile ed è un buon conduttore. Numerose potrebbero essere le sue applicazioni in campo scientifico, elettronico e tecnologico. Presso i laboratori di Tecnica e Tecnologia dei Materiali dell’ENEA, si sta studiando il modo per usarlo al posto del platino nelle celle a combustibile, per ridurre i costi e garantire elevati livelli prestazionali. Interessanti innovazioni anche per i pannelli solari che potranno sfruttare la trasparenza del grafene e le sue proprietà di conduttore, così come studiato dagli esperti dell’Università della California meridionale. Oltre alle applicazioni “sostenibili”, segnaliamo che con il grafene si possono realizzare superfici battericide, filtri e sensori chimici ed apparecchi che velocizzano gli screening genetici.
Prima della scoperta di Geim e Novoselov, non si credeva che un materiale del genere e così sottile potesse risultare stabile a temperatura ambiente. I due scienziati hanno lasciato tutti a bocca aperta, scoprendo un materiale, fino ad oggi prodotto in fogli di 70 cm, che se avesse le dimensioni di un’amaca potrebbe reggere un gatto… incredibile se pensiamo che è prodotto in fogli sottili come atomi di carbonio!

Fonte: ArchitetturaEcosostenibile

Fotovoltaico: in arrivo 200 megawatt in Grecia

Progettato in Grecia, nei pressi di Kozani, città situata nella parte nord-occidentale del Paese, il più grande impianto fotovoltaico del mondo. Lo ha annunciato il primo ministro George Papandreu indicando in 200 MW la capacità dell’impianto e in 600 milioni di euro l’investimento necessario per realizzarlo.
Attualmente l’impianto di maggiore potenza al mondo è quello canadese di Sarnia, da 97 MW. La compagnia statale PPC (Public Power Corporation) ha annunciato il prossimo bando internazionale per trovare un partner strategico per i propri investimenti in fonti rinnovabili, tra cui anche il grande impianto di Kozani. La speranza è di iniziare i lavori di costruzione sul sito entro il 2011, e di completarli in 18 mesi. La superficie occupata dalla nuova centrale sarà di circa 520 ettari, reperiti sull’area delle locali miniere di carbone esaurite. Il progetto – ha dichiarato Papandreu – servirà da modello per dare impulso al settore delle energie rinnovabili in Grecia e per rilanciare l’occupazione in un momento di profonda crisi economica. Proprio a questo settore, infatti, guarda con particolare interesse il governo greco allo scopo di farne uno dei punti di forza del rilancio economico del Paese. La Grecia – ha osservato il primo ministro – ha oggi la necessità di attrarre investimenti stranieri su progetti capaci di compensare i posti di lavoro perduti con la recessione economica e con le misure adottate per far fronte al debito pubblico.

Fonte: LaStampa

Germania: entro il 2016 fotovoltaico converrà più del metano?

Secondo le stime della società A.T. Kerney, società di ricerca e di consulenza, entro il 2016 il costo dell’energia solare in Germania verrà dimezzato: si passerà dagli attuali 24 centesimi al kilowattora a poco più di 12. Tra cinque anni, dunque, il fotovoltaico tedesco costerà meno del metano. Diminuendo rapidamente nel corso dei prossimi anni, raggiungendo quota 12,6 centesimi di euro per kilowattora, rispetto ai 15,6 centesimi di euro per le energie da fonti tradizionali. Entro il 2016, il prezzo dell’energia solare, potrebbe dimezzarsi rispetto ai 23,9 centesimi per kilowatt orario del 2010. Un abbassamento così drastico potrebbe in pochi anni portare ad un vero e proprio boom nel settore solare, che dalla Germania potrebbe propagarsi in tutta Europa, grazie a nuove tecnologie più performanti e sempre meno costose.

Fonte: BlogEcologia

Fotovoltaico: Conto Energia 2011. Previsioni per il mercato con i nuovi incentivi

Anno nuovo, incentivi nuovi per il fotovoltaico. Da Gennaio 2011 sono in vigore, infatti, le nuove tariffe incentivanti previste dal Conto Energia 2011, meno vantaggiose rispetto a quelle del Conto Energia 2010 ma, tuttavia, ancora assai favorevoli. Infatti, dopo un 2010 positivo sul fronte del fotovoltaico, ci si attende un 2011 altrettanto promettente.
Il 2010 si è chiuso con la corsa per terminare gli impianti entro fine anno e presentare al Gse la documentazione necessaria, in modo da potersi assicurare, per i prossimi venti anni, le tariffe più favorevoli (circa il 15-20% rispetto a quelle del 2011) del Conto Energia 2010. Ed in certi settori del mondo produttivo legato al fotovoltaico, in effetti, è ancora viva la delusione per il mancato differimento dei termini (ci si attendeva, con il Decreto Milleproroghe, lo spostamento alla fine di gennaio 2011) almeno per presentere la asseverazione di fine lavori da parte di un tecnico abilitato. Invece la proroga non c’è stata e chi aveva in corso la installazione di un impianto fotovoltaico ha dovuto terminare i lavori entro il 31 dicembre 2010 e, entro la stessa data, presentare anche la documentazione necessaria, a corredo della domanda per avere accesso al Conto Energia, asseverazione compresa.
Complice anche la corsa agli incentivi del 2010, dunque, l’ultimo trimestre dall’anno appena concluso hanno fatto registrare un incremento significativo della potenza installata: 975 MW, circa il doppio rispetto ai 487 MW del trimestre precedente. Le cifre sono contenute nell’ultimo rapporto redatto da iSuppli, che ha raccolto i dati basandosi su interviste fatte agli operatori del settore. Rispetto al 2009, addirittura, si avrebbe una maggiorazione del 239% rispetto ai 288 MW dello stesso periodo. I dati, se confermati, andrebbero oltre le già rosee previsioni fatte dal Gse, con una capacità fotovoltaica installata, nel 2010, pari a 1,9 GW, quando, prima di Natale, il Gse aveva stimato un incremento di oltre il 100% rispetto ai 720 GW installati nel 2009. Ma non è tutto: iSuppli prevede un altro raddoppio del mercato nel 2011, con una nuova capacità installata intorno ai 3,9 GW. Attendiamo un calo all’inizio del primo trimestre del 2011, ma si tratterà solo di poche settimane dopo di che il tasso delle nuove installazioni tornerà a salire – spiega Henning Witch, senior director di iSuppli. La riduzione degli incentivi, dunque, non dovrebbe penalizzare l’indice di ritorno degli investimenti nel fotovoltaico, che in Italia resterà uno dei più elevati al mondo, con installazioni destinate addirittura a crescere, nel 2011, di un GW a trimestre. Anche i dati rilevati dal GSE registrano una crescita di rilievo, sia pure minori rispetto a quelle evidenziate da iSuppli. Tra primo e secondo Conto Energia, al GSE sono pervenute domande di ammissione agli incentivi per oltre 120.000 impianti in esercizio, per una potenza complessiva di circa 2.100 MW ha spiegato il gestore a fine dicembre: considerando le comunicazioni trasmesse dagli operatori e relative agli impianti entrati in esercizio tra novembre e dicembre, la potenza fotovoltaica cumulativa in esercizio in Italia a fine anno potrebbe sfiorare i 3 GW, con una nuova potenza nel solo anno 2010 superiore a 1.500 MW. Una crescita che, tornando alle considerazioni di iSuppli, potrebbe paradossalmente indurre il Governo a rivedere le stesse regole sugli incentivi del fotovoltaico o, ad esempio, indurre le regioni a limitare ulteriormente le zone destinate ad ospitare grandi impianti fotovoltaici a terra, per la felicità di alcune associazioni di imprenditori agricoli che, non da adesso, gridano al pericolo di speculazioni e si oppongono ai grandi impianti a terra che sarebbero colpevoli di sottrarre spazio alla agricoltura, specie quella di qualità. Rimane ancora da chiarire, poi, la situazione riguardo al recepimento delle Linee Guida per la installazione di impianti destinati a produrre energia elettrica facendo ricorso alle fonti rinnovabili. Ad oggi, infatti, sono poche le Regioni italiane che hanno legiferato in materia, quando il recepimento delle Linee Guida sarebbe dovuto avvenire entro il 1° Gennaio 2011. Ma, fino ad ora, sono solo sette le Regioni “virtuose”: Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise, Puglia e Basilicata e, peraltro, non tutte hanno concluso definitivamente l’iter legislativo di approvazione. Se, dunque, le nuove regole dovrebbero snellire il percorso per la realizzazione di nuovi impianti, è probabile che siano definiti anche nuovi vincoli per la salvaguardia del paesaggio e per il rispetto delle zone agricole. In alcune Regioni del sud Italia, poi, c’ è il concreto timore che ci possano essere dei problemi nell’allaccio alla rete elettrica. Speriamo, dunque, che nel corso del 2011 l’ Italia, grazie anche ad una maggiore chiarezza normativa, possa raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea, nonostante da uno studio pubblicato dall’ EWEA (European Wind Energy Association) emerga che il nostro Paese nel 2020 produrrà solo il 16,1% dei consumi da fonti rinnovabili, e non sarà nelle condizioni di raggiungere la quota del 17% definita dall’Unione Europea. Ci sarà da rimboccarsi le maniche.

Fonte: GreenMe

Solar Impulse e il primo volo nei cieli europei

Solar Impulse, l’aereo che nel 2010 ha vinto la scommessa di volare di notte grazie alla sola energia del sole, nel 2011 partira’ alla sfida dei cieli europei. Ma il velivolo voluto dallo svizzero Bertrand Piccard non mira a trasportare passeggeri, bensi’ un messaggio: abbiamo dimostrato che con la tecnologia pulita si possono vincere sfide che si credevano impossibili e che questo e’ possibile gia’ adesso, esultano Piccard e Andre’ Borschberg, l’ingegnere svizzero che ha pilotato l’aereo Solar Impulse. L’anno prossimo prevediamo di viaggiare piu’ spesso e piu’ lontano nei cieli europei, in diverse capitali a bordo dell’attuale prototipo mentre parallelamente – ha spiegato Borschberg – proseguira’ la costruzione del prossimo aereo, il velivolo dell’ultima sfida del progetto Solar Impulse: realizzare il giro del mondo in cinque tappe, nel 2013. Per i promotori di Solar Impulse, il 2010 e’ stata l’ora di verita’. Per quasi otto anni avevamo girato il mondo per promuovere il progetto, ma non avevamo nulla di concreto da proporre, se non un discorso. Dopo il primo volo, tutto e’ cambiato. Avevamo dimostrato la fattibilita’ del nostro progetto, ha spiegato Piccard in un recente incontro con la stampa internazionale all’aerodromo di Payerne (Svizzera). E’ qui che la mattina dell’8 luglio 2010, Solar Impulse e’ atterrato dopo aver volato per la prima volta giorno e notte per piu’ di 26 ore a 8mila metri di altitudine grazie alla sola energia del sole. Il volo piu’ lungo e alto della storia dell’aviazione solare.
La notizia e le immagini hanno fatto il giro del mondo e 22 milioni di visitatori si sono collegati al sito web per seguire l’avventura. Ai comandi, Andre’ Borschberg. E’ stata un’avventura incredibile. L’aereo faceva il ”pieno” mentre volavo, ha raccontato. Era il secondo grande successo di Solar Impulse, dopo il primo volo di un paio d’ore in aprile, sempre con il prototipo HB-SIA, frutto di una collaborazione che coinvolge un’ottantina di partner, tra cui numerose aziende private, che hanno preso parte ai lavori di concezione, costruzione, sperimentazione e volo. L’aereo, custodito in un apposito hangar, e’ impressionante nelle sue dimensioni: ha l’apertura alare di un Airbus A340 (63,4 m) ed il peso di un’automobile (1.600 kg): la struttura e’ in fibre di carbonio e la superficie delle ali e’ coperta da celle solari sottilissime. Circa 12.000 cellule fotovoltaiche in grado di alimentare quattro motori elettrici. Sembra un’enorme libellula ed e’ un concentrato di ingegno.
Sembra fragilissimo, ma puo’ raggiungere una velocita’ media di 70 km orari. Il nuovo velivolo, quello per il giro del mondo, integrera’ tecnologie che si sono nel frattempo rese disponibili ed offrira’ maggiore spazio al pilota. Piccard e Borschberg si alterneranno. La nuova sfida deve ancora essere vinta ma i due ideatori di Solar Impulse non sembrano avere dubbi. Il volo e’ una avventura recente nella storia umana, ma improvvisamente proprio la storia ha cominciato a correre e la stessa definizione della parola impossibile’ e’ cambiata, secondo Bertrand Piccard, caduto nel pentolone dell’avventura da piccolo, con il nonno Auguste Piccard che su una mongolfiera nel 1932 stabili’ il record del mondo ed il padre Jacques che nel 1960 s’immerse invece nel punto piu’ basso del mondo. Lo stesso Bertrand Piccard e’ gia’ entrato nei libri dei record. Nel 1999 ha effettuato il primo giro della Terra senza scali con un pallone aerostatico. Ed e’ proprio da questa avventura che e’ nata l’ambizione di Solar Impulse.
Ho toccato con mano la nostra dipendenza dal carburante. Giorno dopo giorno, le scorte di propano liquido si esaurivano ed abbiamo rischiato di fallire. Da qui e’ nata l’idea di fare nuovamente il giro del mondo, ma senza carburante, grazie all’aereo solare. L’obiettivo non sara’ di stabilire un nuovo record, ma di fornire una dimostrazione delle possibilita’ offerte dalle energie rinnovabili, di promuovere lo spirito pionieristico. I cambiamenti climatici sono spesso presentanti come un problema e associati a costi, ma nessuno si mobilita’ se si parla solo di problemi e di costi. Noi preferiamo parlare delle soluzioni per ridurre i consumi e la nostra dipendenza dalle energie fossili e notevoli risparmi sono gia’ possibili, spiegano Piccard e Borschberg. In un Paese europeo ricorrendo alle nuove tecniche e alle nuove energie nel settore delle abitazioni e dei trasporti privati si puo’ gia’ risparmiare la meta’ dell’energia. Per l’altra meta’, i risparmi sono piu’ difficili, ma questo non deve essere un freno. Il messaggio di Solar Impuse e’ semplice: se un aereo puo’ volare di giorno e di notte senza carburante, allora nessuno potra’ dire che queste tecnologie non possono funzionare per auto, computer, il riscaldamento o l’illuminazione, conclude Piccard.

Fonte: Ansa

Gse: dal 1° dicembre più semplice chiedere incentivi per il fotovoltaico

Richiedere al Gestore dei Servizi Energetici gli incentivi per il fotovoltaico sarà più semplice, rapido ed economico. Per semplificare l’accesso al Conto energia fotovoltaico infatti dal 1 dicembre prossimo il Gse avvia la nuova procedura telematica che permette a tutti i titolari di impianti fotovoltaici di ottenere gli incentivi con un semplice click.
Non sarà quindi più necessario inviare tramite posta o corriere le domande per richiedere gli incentivi: l’accesso alle tariffe avverrà infatti esclusivamente attraverso il portale web www.gse.it e tutti i documenti necessari saranno inviati al GSE esclusivamente mediante formato elettronico. Il solo utilizzo di procedure informatiche consentirà di ridurre sensibilmente il tempo necessario per l’ammissione al Conto Energia e aumenterà l’efficienza del servizio. La crescita esponenziale, in Italia, di impianti fotovoltaici e di soggetti pubblici e privati che richiedono i relativi incentivi al GSE – a oggi risultano in esercizio in Italia circa 115mila impianti per oltre 1.700 MW di potenza installata – ha suggerito l’adozione di un sistema gestionale che consenta di offrire un servizio ancora più efficiente ed economicamente vantaggioso sia per gli utenti che per le Pubbliche Amministrazioni. Per meglio utilizzare la procedura, infine, il GSE ha reso disponibile agli utenti una guida online.

Fonte: LaStampa

Coca Cola Hbc Italia: dal 2011 pannelli fotovoltaici sugli impianti italiani

In attesa di trovare realmente la ricetta della felicità Coca Cola sta cercando anche quella del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente.
La notizia, diffusa dalla stessa Coca Cola Hbc Italia, è che a partire dal 2011 l’azienda doterà i suoi otto stabilimenti produttivi in Italia di pannelli fotovoltaici piazzati sui tetti. L’investimento previsto è di circa 25 milioni di euro e gli impianti fotovoltaici saranno allacciati alla rete nazionale, quindi ci sarà anche una parziale cessione dell’energia prodotta da fonte rinnovabile. I pannelli solari, in realtà, sono solo un tassello di una strategia di risparmio energetico e ottimizzazione della produzione più ampia.
Coca Cola, infatti, da parecchio tempo è accusata di consumare troppa acqua per la produzione delle sue bevande e di consumare troppo vetro e plastica. Negli ultimi anni, per questo, ha dovuto lavorare parecchio all’alleggerimento delle bottiglie e ha ottenuto qualche risultato positivo: -21% del consumo idrico per l’imbottigliamento di ogni litro di acqua (la Coca Cola Hbc produce anche acqua minerale in bottiglia), -25% per le emissioni di anidride carbonica per litro di acqua imbottigliata e -11% per il consumo energetico per ogni un litro di bevanda prodotta. A giugno, infine, Coca Cola ha inaugurato, in provincia di Verona, il primo impianto di cogenerazione che dovrebbe abbassare le emissioni di Co2 del 66% e incrementare l’efficienza energetica fino all’83%.

Fonte: EcoBlog

Sgarbi denucia: “no ai pannelli solari, se deturpano il paesaggio”

Vittorio Sgarbi nel richiamare la tutela dell’integrità del paesaggio e di quei luoghi del cuore e della storia, come Salemi e Calatafimi, lo scorso maggio ho ricordato al presidente le pagine dello scrittore Cesare Brandi:
Per andare a Mozia da Palermo, se uno vuol fare una delle strade più belle del mondo, prende da Costiera e passa da Castellammare e quello che vede è così multiplo e diverso, come se invece di percorrere quelle poche centinaia di chilometri, ne facesse migliaia: tanto in poco spazio il panorama è variato e il mare si offre in modi così differenti e così belli.
Il paesaggio raccontato da Brandi è quello in cui sono state installate le pale eoliche e in cui oggi si vorrebbero distendere migliaia di pannelli solari, come è già avvenuto a Ragusa dove hanno montato oltre 10 mila pannelli, distruggendo secolari muretti a secco e la campagna circostante. Al posto della civiltà agricola un immenso specchio di vetro.
L’incombenza di questa nuova minaccia all’integrità del paesaggio — pannelli solari al posto di vigneti e uliveti — mi spinge a chiedere nuovamente al presidente della Repubblica di aiutarci a difendere il grande paesaggio italiano. Lo faccio ora che, passata la sbornia di un finto ambientalismo che ha assistito in silenzio allo sfregio del territorio da parte degli impianti eolici, un nuovo miraggio di facili guadagni sembra abbia accalappiato agricoltori in crisi e molti imprenditori in cerca di provvidenze pubbliche. Nuovi posti di lavoro e cospicue remunerazioni per i proprietari dei terreni che smetterebbero di coltivare l’uva, le arance, gli ulivi, per dare in affitto i poderi. Un nuovo business viene dunque prospettato agli agricoltori, mentre si ignora che le infiltrazioni mafiose nell’eolico, indipendentemente dalla devastazione del paesaggio, inducono oggi tutta la classe politica della Regione Siciliana e Confindustria a dire che non vanno più bene. Temo che si ripeta quel che è accaduto con gli impianti eolici. Qualcuno li ha visti installare, qualcuno ne ha ricavato un immediato beneficio economico. Certamente la politica è rimasta a guardare, non ha fatto nulla per impedirle. E allora dico: se la politica oggi può prevenire la devastazione del paesaggio non vedo perché non lo debba fare. Non vedo perché si debba cancellare la civiltà agricola per dare spazio a fonti di energia rinnovabile. E poco importa se certe indicazioni sono previste dal protocollo di Kyoto. Si scelgano altri siti. Il miraggio di questo nuovo business legato al fotovoltaico è arrivato anche a Salemi, la città di cui sono sindaco dal 2008. In un’assemblea con una minoranza di agricoltori vittime della globalizzazione e disperati per l’erosione dei redditi, e con imprenditori pronti a utilizzare il fiume di contributi pubblici dell’Unione Europea, mi è stato chiesto di autorizzare l’installazione di impianti fotovoltaici nelle campagne. Ho risposto: fin quando sono sindaco, decido io. E faccio parlare Salemi in tutto il mondo per la sua civiltà, non per lo stupro del paesaggio. Tuttavia, non avendo pregiudizi sul fotovoltaico, ho anche indicato un’alternativa. In Italia abbiamo un numero impressionante di edifici orrendi su cui si possono installare i pannelli. Gli impianti fotovoltaici, proprio come gli impianti eolici, sono orrori contro l’agricoltura, contro la civiltà, contro il paesaggio, contro il territorio. Per complicità della Regione e per complicità dell’Europa. La campagna viene stuprata: si estirpano i vigneti per realizzare le piattaforme di cemento armato. I pannelli solari e le pale eoliche creano un’alterazione del paesaggio, anche se vengono montate con un obiettivo positivo: produrre energia pulita. Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche sono in palese contrasto con l’articolo 9 della Costituzione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Impianti fotovoltaici e pale eoliche sono dunque illegali. Se ci sono dei soldi dell’Unione Europea, indirizziamoli all’unica energia vera che è l’energia dell’agricoltura. Questi soldi, diamoli all’agricoltura, diffondiamo nel mondo la qualità dei nostri prodotti.

Fonte: CorrieredellaSera

Deep Green: un aquilone sottomarino che produce energia

Modi per produrre energia alternativa ne esistono tanti, ma Deep Green è davvero innovativo: si tratta di un aquilone sottomarino, collegato a 100 metri di cavo con una turbina di un metro di diametro, che può generare elettricità a partire dalla correnti subacquee. Il progetto è stato sviluppato dall’azienda anglo-svedese Minesto
Per generare energia, Deep Green sfrutta i suoi movimenti ondulatori e può operare sia nelle correnti lente che a profondità elevate. La trovata è molto ingegnosa soprattutto se si pensa che un solo aquilone è in grado di sviluppare circa 500 kW di elettricità, praticamente quella necessaria per alimentare 10 case. Per realizzare il prototipo in scala 1:4 di Deep Green, la Minesto riceverà un finanziamento di due milioni di euro; i test dovrebbero avvenire nel 2011 sulle coste irlandesi, e se dovessero risultare positivi, verrà costruito un set di 10 aquiloni in scala definitiva. Secondo quanto dichiarato dalla Minesto, l’aquilone Deep Green potrebbe essere commercializzabile già nei prossimi quattro anni e offrirà il vantaggio di sfruttare le maree per produrre energia.

Fonte: FotovoltaicoBlog

Parcheggio fotovoltaico in provincia di Novara

Il più grande impianto fotovoltaico integrato sulle pensiline di un parcheggio del Nord Italia sorgerà a Recetto, in provincia di Novara. L`impianto, della potenza complessiva di 2,8 MWp, sorge all`interno di un`area di circa 48 mila metri quadrati che ospita il parcheggio da 1.140 posti-auto del centro sportivo del Parco nautico del Sesia, nato dal recupero delle cave utilizzate per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Torino. L`impianto fotovoltaico, totalmente integrato nella copertura del parcheggio, produrrà circa 3.200 MWh di energia elettrica all`anno, soddisfacendo i bisogni energetici di 1.100 famiglie e contribuendo a ridurre le emissioni di anidride carbonica di circa 1.700 tonnellate all`anno. NextPower Development, società specializzata nello sviluppo di iniziative nel campo delle energie rinnovabili, ha curato lo sviluppo del progetto mentre gli sponsor dell`iniziativa sono stati zouk Solar Opportunities e NextEnergy Capital, banca d`affari londinese specializzata nel settore delle energie rinnovabili in Europa. L`operazione è stata finanziata in project financing da Centrobanca (Ubi Banca), con una linea di credito da circa 12 milioni di euro. TerniEnergia realizzerà l`impianto entro l`autunno.

Fonte: Ilcorriere

Torino Porta Susa: prima stazione energeticamente autosufficiente

Riparte il progetto Torino Porta Susa, la stazione di arrivo e partenza dei treni “Alta velocità” e di interscambio con le reti metropolitane. L’imponente scrigno di cristallo e acciaio sarà pronto entro il prossimo anno in occasione del 150 esimo anniversario dell’Unità d’Italia, e sarà coperto da oltre 3.000 pannelli fotovoltaici per il massimo risparmio energetico. Lo scorso 13 dicembre sono stati inaugurati i primi 2 binari dei 6 previsti. Tra le caratteristiche della nuova stazione Porta Susa che la renderanno unica nel suo genere: l’autosufficienza energetica della stazione, alimentata interamente ad energia solare. Saranno oltre 3 mila, infatti, i pannelli solari che andranno a rivestire la galleria superficiale della stazione, lunga 385 metri. L’impianto fotovoltaico si estenderà su una superficie di 6 mila metri quadrati ed avrà un costo complessivo di oltre 5 milioni di euro: 865 euro a pannello solare a cui va aggiunto 1 milione e mezzo di euro per la copertura in silicio e vetro. La galleria superficiale della stazione che collega corso Bolzano e corso Inghilterra, sarà il cuore dell’impianto fotovoltaico. Rivestita dai pannelli in silicio, la galleria, infatti, garantirà una produzione di circa 825 kWh l’anno. “I pannelli come spiegano gli architetti del progetto sono disposti in tutta la lunghezza e vengono irradiati instantaneamente con lo stesso angola d’incidenza. A ciascuna zona verrà collegato un inverter di caratteristiche elettriche in grado di lavorare al meglio delle sue potenzialità.” La nuova stazione Porta Susa, con i suoi 15 mila metri quadrati di superficie, 500 treni al giorno e i suoi 3 mila pannelli solari, oltre a diventare la prima stazione della città di Torino, rappresenterà un perfetto esempio di sintesi tra tecnologia e rispetto dell’ambiente.

Fonte: BlogEcologia