Archivio della categoria ‘ENERGIE RINNOVABILI’

New York, telefonino si ricarica al parco con energia solare

StreetChargeROMA – A New York da quest’estate lo smartphone e il tablet si potranno ricaricare anche al parco e a energia solare. L’operatore di telefonia AT&T, insieme al partner GoalZero, ha lanciato il progetto pilota ”Street Charge”: stazioni mobili, alimentate a energia solare, pubbliche e gratuite dalle quali ricaricare i propri dispositivi mobili in caso di bisogno. Un’idea nata dopo il disastro dell’uragano Sandy e il blackout elettrico che colpi’ la Grande Mela.

Sono gia’ operative due stazioni a Brooklyn e altre tre a Governor’s Island, Union Square e al Pier 1 di Riverside Park.

Entro la fine dell’estate saranno installate in totale 25 stazioni in cinque distretti della citta’. New York fa da apripista a un progetto che potrebbe in futuro essere ampliato, nella metropoli e anche ad altre citta’ negli Usa. Le stazioni rimarranno operative come test fino a ottobre e un monitoraggio del loro utilizzo indichera’ in quali aree della metropoli occorrera’ potenziare o meno il servizio. Le stazioni comprendono sei connettori di vario tipo, adatti per iPhone, iPad, dispositivi Android e Windows Phone. Sono alimentate da tre pannelli solari da 15 watt e da una batteria da 168 watt/h, abbastanza per consentire alle stazioni di funzionare per alcuni giorni senza esposizione ai raggi solari.

L’iniziativa si aggiunge alle 26 postazioni per WiFi gratuito che AT&T ha installato nei parchi di New York l’anno scorso.

 

FONTE: ANSA

Revolutionair, la turbina eolica di Starck che cambierà il mondo

L’avevamo lasciato con Eolienne ed ora eccolo qua a fare da paladino al nuovissimo Revolutionair. Chi? Philippe Starck naturalmente. Quale altro designer pensa talmente in grande da scommettere che il suo ultimo prodotto salverà il mondo dai cambiamenti climatici?

Beh, speriamo che tanta audacia sia all’altezza delle aspettative legate a questo attesissimo mulino a vento domestico, in cantiere già da due anni e ora pronto per il lancio sul mercato. Prodotto dalla italiana Pramac, Revolutionair è una pala eolica pensata per rispondere alle esigenze energetiche di ogni nucleo familiare, anche e soprattutto in città. La microturbina, infatti, funziona indipendentemente dalla direzione del vento, ed è realizzata in plastica per integrarsi in maniera più armonica con il paesaggio urbano.

Facile da installare, silenziosa, Revolutionair può produrre fino a 1 Kw di energia; ne basterebbero dunque 3, per un prezzo intorno ai 12.000 euro, per coprire un normale fabbisogno domestico. Ma il bello sta anche nell’estetica, la cui piacevolezza dovrebbe essere, nella visione di Starck, proprio la leva in grado di favorire la conversione all’energia pulita. Tenendo a mente che “l’energia non dovrebbe essere una punizione, ma proprio noi dovremmo suscitare nella gente il desiderio di produrla”.

Via | Designboom

L’Italia e la mozione anti-europea: no alla green economy

L’Unione Europea è malata di catastrofismo? L’Italia ha la soluzione: via gli impegni a difesa della stabilità climatica, avanti con la vecchia economia basata sul petrolio e sul carbone. In controtendenza col resto d’Europa, la maggioranza che guida l’Italia presenta al Senato una mozione in cui si insegna la scienza agli scienziati dell’Ipcc (l’Intergovernmental Panel on Climate Change) e si chiede all’Europa di abbandonare la linea che ha consentito alla Germania di diventare uno dei leader mondiali nel settore efficienza e delle rinnovabili. La mozione mette in discussione la serietà e la correttezza nella divulgazione dei dati forniti dall’IPCC, nonché la moralità di alcuni suoi principali esponenti e invita a far saltare l’obiettivo europeo al 2020 di una riduzione del 20 per cento dei gas serra, di un aumento del 20 per cento dell’efficienza energetica e di una quota del 20 per cento di energia da fonti rinnovabili richiedendo l’attivazione in sede di Unione europea della clausola Berlusconi nel senso di dichiarare decaduto, in quanto non più utile, l’accordo del 20-20-20. Alla mozione della maggioranza si contrappone il centro-sinistra che ricorda come l’amministrazione Obama abbia deciso di investire 150 miliardi di dollari in dieci anni nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica per produrre entro il 2015 un milione di auto ibride (da 50 km con un litro) e per portare al 25 per cento entro il 2025 la quota di elettricità prodotta con fonti rinnovabili. Nel campo dell’efficienza energetica, si legge nel testo presentato dal centrosinistra, l’Italia va accumulando sempre più ritardo rispetto ai principali Paesi europei. Fino agli anni ’90 del secolo scorso eravamo uno dei Paesi europei con la più bassa intensità energetica, cioè col più basso rapporto tra energia consumata e Pil prodotto, poi abbiamo progressivamente perduto questo vantaggio e dal 2004 l’intensità energetica italiana è più alta della media della vecchia Unione europea a 15. Un declino che ha comportato effetti negativi sul piano dell’impatto ambientale e climatico, rappresentando un crescente disvalore competitivo per le nostre imprese.

Fonte: La Repubblica

Margherita Hack commenta il suo sì al nucleare

“Ci sono molte paure anche irrazionali: siamo circondati dalle centrali nucleari. Noi siamo costretti a comprare energia, anche nucleare. Dobbiamo pagarla agli altri perchè siamo completamente dipendenti dall’estero e, se ci fosse un disastro in uno di questi paesi noi avremmo tutti i danni senza averne i vantaggi. Quello per cui invece bisogna essere prudenti e’ stabilire bene modalita’ e luoghi dove mettere le scorie. Io sono un’ambientalista, so che l’energia nucleare inquinerebbe molto meno dell’energia a petrolio, a metano e a carbone, a cui dovremmo comunque ricorrere, a cui ricorriamo effettivamente visto che non disponiamo del nucleare. Essere a favore del nucleare da un punto di vista scientifico non vuol dire certo essere a favore di Berlusconi. Credo che intanto si dovrebbero sfruttare al massimo le energie rinnovabili, il solare, che e’ utilizzato piu’ dalla Svezia che dall’Italia, che e’ il paese del sole. Le rinnovabili non saranno sufficienti per i bisogni sempre crescenti dell’industria, quindi bisognerà per forza ricorrere al nucleare”.

Parla Margherita Hack, in un’intervista al ‘Riformista’, sottolineando il pericolo che corre l’Italia rimanendo legata ad altri paesi produttori di energia. Ricorda la prudenza per le scorie e per lo smaltimento, ma sottolinea che l’energia nucleare inquina molto meno rispetto allo sfruttamento di metano e carbone. Infine la temporaneità delle rinnovabili costringerà prima o poi l’Italia verso il nucleare.

Fonte: Liquida; Adnkronos

Risparmio energetico: la faccia eco-sostenibile del Louvre

Il museo parigino del Louvre, ha siglato ieri un accordo con Toshiba Corporation per un intervento di riprogettazione luminosa di alcuni degli spazi più visitati del museo. Il Louvre ha deciso di sostituire l’attuale sistema di illuminazione rimpiazzandolo con dispositivi meno energivori e impattanti sull’ambiente. I Led Toshiba sostituiranno le luci allo xenon in zone celebri del museo parigino come la Piramide, la Cour Napoleon e la Cour Carrè, l’ingresso principale del museo. Secondo le previsioni l’installazione dei nuovi dispositivi a Led nella Cour Napoleon e nella Piramide sarà completato fine del 2011, mentre per la Cour Carrè i lavori proseguiranno fino a fine 2012. In totale è prevista la sostituzione di ben 4500 punti luce per le pareti e per il tetto. Compito di Toshiba sarà quello di preservare l’atmosfera e la carica emotiva delle sale del Louvre con una luce che conservi, intatto, il fascino enigmatico e senza tempo dei capolavori dell’arte.

Fonte: Il sostenibile

Energia “fai da te”: 31.000 centrali mini-fotovoltaico

L’Italia aspetta il nucleare, ma intanto si affida a piccoli impianti per soddisfare la propria sete di energia. E’ la generazione distribuita, vale a dire il sistema di piccoli centri di produzione di elettricità delocalizzati sul territorio e spesso messi su da privati intraprendenti, che stando agli ultimi dati dell’Autorità per l’energia, cresce sempre di più. Nel 2008 risultavano infatti installati quasi 35mila impianti, contro i 10.371 dell’anno precedente, con una potenza efficiente lorda corrispondente di 6.627 MW, vale a dire circa il 6,5% del totale nazionale, e una produzione lorda di 21,6 TWh (6,8% dell’intera produzione nazionale di energia). Fortissimo è il contributo alla crescita del numero degli impianti dovuto al solare: le mini-centrali fotovoltaiche sono infatti passate da poco più di 4mila del 2006 a oltre 31mila del 2008.

Fonte: Ansa

Rinnovabili: l’Africa produrrà energia per la Ue

Entro i prossimi cinque anni l’Europa importerà dall’Africa energia elettrica prodotta dal sole. Lo ha affermato il Commissario Europeo all’Energia, Gunther Oettinger, al termine di un incontro con i ministri dell’Energia di Algeria, Marocco e Tunisia tenutosi ad Algeri.
Ritengo – ha dichiarato il Commissario – che nei prossimi cinque anni arriverà al mercato europeo la produzione elettrica dei primi impianti localizzati nell’area nord africana. Inizialmente questi volumi saranno prodotti da piccoli progetti per una potenza di centinaia di MW. Poi la capacità elettrica in Africa arriverà a migliaia di MW nel momento in cui entrerà in funzione il progetto solare Desertec. Questo progetto – ha aggiunto Oettinger – ha un respiro di 20-40 anni e necessita di investimenti di centinaia di miliardi di euro per poter integrare tutta la possibile produzione di migliaia di MW da fonte eolica e solare, ma sarà molto importante per raggiungere gli obiettivi fissati dalla UE per il 2020 in merito alle rinnovabili.
Sull’allarme lanciato da alcuni gruppi ambientalisti relativamente al fatto che il collegamento elettrico da realizzarsi tra Nord Africa e Europa potrebbe – invece – essere utilizzato per importare elettricità prodotta da impianti convenzionali a gas e carbone, il Commissario ha precisato: Si tratta di una bella domanda alla quale occorre una buona risposta. Dobbiamo essere sicuri che ciò non accada, ma questo non deve mettere in crisi il nostro progetto. Inoltre, ritengo possibile dal punto di vista tecnologico monitorare le importazioni elettriche dall’Africa alla UE che transitano sui nuovi cavi al fine di stabilire se si tratti di energia elettrica prodotta da impianti convenzionali o fa fonti rinnovabili.

Fonte: LaStampa

Rinnovabili. Scozia: nel 2020 energia verde all’80%

Entro il 2020 l’80% del consumo di energia elettrica in Scozia dovrà essere assicurato da fonti rinnovabili. È questo il nuovo obiettivo che il governo scozzese si è dato, in sostituzione di quello indicato nel 2007 che stabiliva al 50% il contributo delle rinnovabili alla copertura dei consumi elettrici (con obiettivo intermedio del 31% al 2011). Il primo ministro, Alex Salmond, ha dichiarato che la Scozia è già ben posizionata per centrare l’obiettivo del 50%. Disponiamo già di circa 7.000 MW di capacità installata o in costruzione da fonti rinnovabili – ha infatti affermato – e, data l’entità dei contratti di concessione già assegnati per progetti di energia eolica offshore e di impianti per lo sfruttamento dell’energia ottenuta dal moto ondoso e dalle correnti marine, esistono tutti i presupposti per superare largamente il precedente obiettivo che ci siamo dati. Salmond ha inoltre sottolineato i benefici rilevanti sotto il profilo occupazionale che lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili sta arrecando alla Scozia. Citando i risultati di uno studio realizzato da Scottish Enterprise, ha affermato che il potenziale dei nuovi posti di lavoro legati al mercato delle rinnovabili può essere stimato fino a 28.000 unità. L’annuncio del nuovo obiettivo del governo scozzese giunge alla vigilia della conferenza internazionale di Edinburgo che avrà al centro dei lavori le proposte per accelerare gli investimenti nei settori dell’economia a bassa emissione di carbonio.

Fonte: LaStampa

Energia: il 20% dell’energia fotovoltaica nazionale è pugliese

Con oltre 310 megaWatt proviene dalla Puglia più del 20% dell’energia fotovoltaica nazionale. E la nostra regione conferma il proprio primato assoluto nella produzione di energia solare  ecco le parole  di Loredana Capone, la  Vice Presidente dell Giunta pugliese e Assessore allo Sviluppo economico.
La dichiarazione è avvenuta a margine della Fiera del Levante, nel corso della 4° giornata dell’energia pulita dal titolo Sviluppo del mercato delle energie rinnovabili e nuovo conto energia. La Puglia – ha continuato la Vice Presidente – secondo la rilevazione del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, il 14 settembre ha raggiunto il 310,256 megaWatt di potenza elettrica installata, staccando la Lombardia (seconda dopo la Puglia) di 136,337 Mw. Un risultato importante per il raggiungimento degli obiettivi del Pear (il Piano energetico ambientale regionale) che tuttavia deve farci riflettere per gli effetti sull’ambiente. La Puglia è la prima Regione in Italia per eolico e fotovoltaico, ma è anche tra le Regioni che spicca nelle presenze turistiche per l’innegabile bellezza dei suoi paesaggi, che abbiamo il dovere di salvaguardare. Per questo – ha concluso la vice Vendola – gli assessorati regionali stanno lavorando alacremente per redigere le linee guida, in materia di energia, importanti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e allo stesso tempo per la tutela del territorio.

Fonte: FotovoltaicoBlog

Bari: riqualifica edifici ERP con impianti fotovoltaici

L’ Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Bari, ha lanciato un concorso di idee per la riqualificazione energetica di edifici residenziali al quartiere Japigia. Obiettivo è quello di promuovere l’uso razionale dell’energia dando l’opportunità a giovani architetti e ingegneri di individuare progettualità innovative nella realizzazione di impianti fotovoltaici integrati.
Il concorso, ispirato ai principi della sostenibilità ambientale è finalizzato alla riqualificazione energetica di edifici residenziali di proprietà dell’ente banditore situati nel territorio comunale di Bari al quartiere Japigia. Tale riqualificazione sarà ottenuta tramite la realizzazione di impianti fotovoltaici integrati a servizio di tutte le parti ad uso condominiale degli edifici. Il concorso prevede inoltre la riqualificazione delle aree di pertinenza dei medesimi con la previsione di impianti di illuminazione con tecnologia a LED.
Sono ammessi a pertecipare al concorso architetti e ingegneri iscritti al massimo da 5 anni ai rispettivi ordini professionali. Tutta la documentazione dovrà pervenire entro il prossimo 1 dicembre 2010. Al progetto vincitore sarà corrisposto un premio di 5mila euro. Ai progetti secondo e terzo classificati sarà riconosciuto a titolo di rimborso spese un premio di mille euro.

Fonte: Edilportale

L’ Epia crea l’Osservatorio europeo del settore

L’ Associazione europea dell’industria fotovoltaica  (Epia) ha dato vita al primo Osservatorio europeo fotovoltaico al fine di monitorare le dinamiche di mercato e studiare le condizioni più vantaggiose per la crescita del settore fotovoltaico. Lanciato in occasione del 25 ° European Photovoltaic Solar Energy Conference and Exhibition l’osservatorio, si legge in una nota pubblicata sul sito dell’Epia,  avrà come oggetto di analisi i meccanismi di incentivazione tariffaria in modo da permettere uno sviluppo competitivo del mercato e  servirà anche a facilitare lo snellimento delle procedure burocratiche previste con la creazione di uno sportello unico . Si tratta di “uno strumento essenziale per aiutare le istituzioni nazionali ed europei a mettere in atto adeguate politiche di sostegno al settore del fotovoltaico”. Per maggiori informazioni consultare il sito.

Fonte: FotovoltaicoBlog

Rinnovabili: le linee guida diventano legge (o quasi)

Dopo quasi sette anni di attesa, e una marea di polemiche, le linee guida nazionali sulle energie rinnovabili sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale n.219 del 18-9-2010.
Per l’esattezza le linee guida erano previste dal famoso D.Lgs 387/03, la madre di tutte le leggi sulle rinnovabili in Italia. Una legge, la 387, che avrebbe dovuto mettere il nostro paese al passo con gli altri compagni e concorrenti europei. Ma non è stato così proprio perchè le linee guida, previste dalla 387 del 2003 insieme a quelle regionali (i cosiddetti Per, piani energetici regionali) si sono fatti attendere troppo mentre i piani regionali man mano venivano approvati. Si sono creati, così, centinaia di conflitti tra stato e regioni: il primo affermava la piena competenza in fatto di energia, le seconde rispondevano che una legge regionale che c’è vale sempre di più di una nazionale che non c’è ancora. Cioè le famose linee guida. Che oggi sono legge (o quasi, mancano pochi giorni per l’entrata in vigore), modificano leggermente il decreto stesso che le prevedeva e sono un grosso compromesso dovuto al fatto che, in questi sette anni, sono stati compiuti molti errori anche nel settore dell’energia rinnovabile. Punto e a capo, speriamo che si possa iniziare un cammino nuovo.

Fonte: EcoBlog

Dalla Cina: il primo impianto a energia solare per l’aria condizionata

Dalla Cina arriva un impianto a energia solare per l’aria condizionata: il primo in tutto il mondo, pare. E in più è in grado di funzionare anche come impianto di riscaldamento per l’inverno. Una climatizzazione ecologica per 365 giorni all’anno e per 24 ore al giorno, insomma, anche se c’è la possibilità di usare il metano come fonte complementare di energia in caso di ripetuti giorni nuvolosi. Ne è stata diffusa una foto: sembra un filino ingombrante, e in più bisogna calcolare un’ignota estensione di pannelli solari sul tetto. Ma se le descrizioni mirabolanti corrispondono all’effettiva realtà, merita davvero la pena di sacrificare lo spazio. L’apparecchio è stato messo a punto da Shandong Vicot. Quanto costa? Non si sa. Però la società afferma che in tre anni il macchinario si ripaga da sè e che in meno di sette anni tutto l’investimento viene ammortizzato. L’impianto ha una capacità di utilizzare l’energia solare  27 volte superiore rispetto a quella di un normale sistema di produzione dell’acqua calda, dice ancora l’azienda, e un’efficienza di conversione raffreddamento-riscaldamento pari all’85%. La notizia su Inhabitat: qui.

Fonte: Blogeko

Fotovoltaico: Lombardia prima in Italia

La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di impianti fotovoltaici, oltre 11.000 a fine 2009, con un incremento del 118% rispetto al 2008. Lo ha ricordato l’assessore lombardo all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, durante un dibattito alla quinta Conferenza Mondiale sull’energia fotovoltaica, in corso a Valencia, in Spagna. La potenza totale installata in Lombardia è cresciuta in un anno di oltre il 150%. Tutto questo è avvenuto in un periodo che a livello internazionale ha visto, anche a causa della crisi finanziaria, una riduzione del mercato del fotovoltaico. Alla conferenza mondiale sono rappresentate oltre 100 nazioni, 900 imprese e organizzazioni del settore con 4.500 delegati e oltre 40.000 i visitatori previsti.

Fonte: LaStampa

 

Fotovoltaico: la strada che produce energia

I pannelli fotovoltaici potrebbero presto trovare nuovi spazi alternativi ai consueti tetti. Sono infatti allo studio, ormai da tempo, nuove interessanti ipotesi molto ambiziose e stimolanti, tra queste una delle più promettenti ci pare il cosiddetto asfalto fotovoltaico che permetterebbe a km di strade di produrre energia pulita.
L’idea è venuta alla società americana Solar roadways, ed è stata rilanciata da una intervista dell’autorevole rivista New scientist. Si tratterebbe di usare dei particolari pannelli solari per pavimentare le strade al posto di impiegare il comune asfalto. Si calcola che solo negli Stati Uniti la superficie totale di strade, autostrade e parcheggi sia superiore ai 100.000 chilometri quadrati, pari a quasi un terzo del nostro Paese. Solar roadways, supportata da un finanziamento dell’ente autostradale americano, sta quindi progettando a questo scopo dei pannelli fotovoltaici quadrati di 3,7 metri di lato, pari alla larghezza standard delle corsie stradali negli Stati Uniti. Calcolando un’esposizione al sole per una media di appena 4 ore quotidiane, ogni pannello, potrebbe comunque produrre 7,6 kwh al giorno. Questa energia potrebbe poi essere immessa nella rete oppure immagazzinata, sempre lungo le strade, magari per ricaricare le auto elettriche, risolvendo così un’altra annosa questione. Le potenzialità quindi sono immense, ma non mancano anche le difficoltà, la prima e forse più evidente è la necessità di realizzare pannelli che riescano a sopportare il passaggio degli automezzi. Altra questione è rendere la superficie dei pannelli adatta alla guida, infatti non possono essere troppo lisci per evitare pericoli per le vetture. La Solar roadways sta già studiando delle soluzioni e sarebbe ad un buon punto, il percorso non è facile, ma le potenzialità giustificano impegno ed investimenti ingenti.

Fonte: FotovoltaicoBlog

Storia e mappa del fotovoltaico in Italia

In Italia la pagina dell’incentivazione per il fotovoltaico viene aperta con un Decreto datato 28 luglio 2005. I risultati sono stati immediati: aziende e cittadini privati hanno iniziato a guardare verso questa nuova tecnologia tanto che le domande ricevuto sono state di molto superiori alle aspettative e, soprattutto, alla potenza massima incentivabile. Con un Decreto del 19 febbraio 2007, approvato dalla Conferenza Unifica e siglato dal Ministro dello Sviluppo Economico e dal Ministro dell’Ambiente, sono state introdotte nuove disposizioni, riviste e aggiornate rispetto ai vecchi decreti; si è semplificato il meccanismo dell’incentivazione, sia riducendo gli aspetti di carattere burocratico sia abbattendo il tetto massimo di potenza installabile. Sono state così definite le regole che hanno consentito l’avvio del nuovo “Conto Energia”; anche nel nostro Paese quindi vengono a crearsi condizioni più favorevoli per lo sviluppo del mercato fotovoltaico.

L’ultima puntata della storia del fotovoltaico in Italia è recentissima e porta la data del 24 agosto 2010: il Conto Energia 2011/2013; è stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico che regolerà le tariffe incentivanti da riconoscere alla produzione di energia elettrica ottenuta da impianti fotovoltaici che entreranno in servizio nel triennio 2011-2013. Il Conto Energia 2007/2010 sarà in vigore fino a fine 2010 e – ai sensi della legge 129/2010 recentemente approvata – si applicherà, alle condizioni indicate dalla legge, anche agli impianti realizzati entro la fine dell’anno che entreranno in servizio entro il 30 giugno 2011. Sul sito del Gestore Servizi Energetici (GSE) è possibile scaricare un documento nel quale sono riportate le principali novità.

Ricordiamo che Il Gestore dei Servizi Energetici- GSE S.p.a ha un ruolo centrale nella promozione, nell’incentivazione e nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia. Azionista unico del GSE è il Ministero dell’Economia e delle Finanze che esercita i diritti dell’azionista con il Ministero dello Sviluppo Economico. GSE mette anche a disposizione un sistema informativo geografico chiamato Atlasole che informa, in tempo reale, sulla situazione della penisola in merito agli impianti fotovoltaici installati.

Nella fotografia potete vedere la situazione aggiornata al 13 Settembre 2010.

Ad oggi quindi gli oltre 96.000 impianti installati sul territorio permettono di produrre potenza per circa 1550MW. Le regioni nelle quali il fotovoltaico si è più sviluppato sono Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Le uniche regioni al Sud che producono un sufficiente quantitativo di energia sono Sardegna e Puglia. Il quantitativo più basso è invece registrato dalla Valle d’Aosta. Tramite la mappa di Atlasole è possibile anche “cliccare” sulle varie regioni per restringere il campo fino ad individuare le singole province e i singoli comuni.

Autore: Roberto Conti

Energie rinnovabili: la svolta viene dal mare

Le tecnologie per lo sfruttamento dell’energia dal mare (onde, correnti e maree) promettono ormai da vari anni di iniziare una consistente fase di sviluppo, legata al fatto che, da un punto di vista quantitativo, mari e oceani hanno risorse di energia tra le più consistenti in assoluto. Nei fatti si è assistito ad un enorme sforzo di progettazione e studio, cui sono però seguite poche sperimentazioni industriali. Ora il settore sembra essere finalmente giunto al punto di svolta, al momento cioè potrà (e dovrà) dimostrare le sue effettive potenzialità di contribuire in modo sostenibile ed economico alla crescente domanda mondiale di energia. Nel 2009 sono stati installati nel mondo 9 impianti dimostrativi per trarre energia dal moto ondoso, ma già oggi – secondo una ricerca di mercato condotta dalla IHS Emerging Energy Research – si contano 45 prototipi ed altri progetti sono in cantiere in 16 Paesi per una capacità totale di circa 1.800 MW.
Le aspettative intorno alle tecnologie marine sono in crescita e stanno esercitando una forte attrazione su un gran numero di compagnie energetiche, soprattutto tra quelle che vantano esperienza nel settore dell’eolico offshore. Con riferimento ai singoli Paesi, è senz’altro il Regno Unito il primo mercato mondiale dell’energia marina con 300 MW di progetti in cantiere che saranno portati a compimento nei prossimi cinque anni. In particolare il governo britannico punta a ricavare dalla fonte marina 1.300 MW entro il 2020.
Ma oltre al Regno Unito altri mercati chiave dell’energia marina stanno emergendo sia in Europa (Irlanda, Francia e Portogallo), sia in altri continenti (Corea del Sud e Australia). Riguardo alle forme di utilizzo dell’energia marina, la tecnologia che sfrutta le correnti di marea sembra quella destinata a maturare per prima con la promessa di fornire in tempi ragionevoli energia elettrica a basso costo ed un design impiantistico standard.

Fonte: LaStampa

Addio amianto. Arrivano gli incentivi per il fotovoltaico

In Italia l’amianto è bandito dal 1992, con la legge 257 ne fu vietata l’estrazione, l’importazione e qualsiasi utilizzo di questa sostanza cancerogena. Nonostante ciò non è raro vedere ancora i tetti di molti capannoni industriali, magazzini e aziende rurali ancora ricoperti da lamiere in eternit di cui in molte Regioni manca una mappa di tali edifici, nonostante siano passati ormai 18 anni dal termine prefissato dalla stessa legge per completare la mappatura.
Il motivo principale del ritardo italiano nella bonifica dell’amianto è costituito dagli alti costi delle operazioni di smantellamento e smaltimento dei materiali; ostacolo che ora potrà essere superato più facilmente con gli incentivi per il fotovoltaico, grazie ai quali sarà possibile coprire parzialmente le spese di bonifica: sostituendo l’eternit con moduli fotovoltaici sarà possibile produrre e vendere energia elettrica pulita beneficiando delle tariffe incentivanti previste dal Conto energia. Il Conto energia riconosce un incremento del 5% della tariffa (10% dal prossimo anno) per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in eternit, o comunque contenenti amianto. I risultati di tali politiche incentivanti in Italia sono già positivi: secondo i dati del Gse (Gestore dei servizi energetici) riferiti all’inizio di settembre, il fotovoltaico sostitutivo dell’eternit sfiora ormai i 100Mw di potenza installata. La Lombardia è la regione che ha saputo usufruire maggiormente di tali incentivi. Al secondo posto c’è l’Emilia Romagna (quasi 147mila mq) davanti al Piemonte (quasi 115mila mq).

Fonte: BlogEcologia