Archivio della categoria ‘ENERGIE RINNOVABILI’

New York espande programma energia solare

AMBIENTE:IMPIANTO FOTOVOLTAICO FERRANIA DA 60 MW/ANNOROMA – Più energia solare per la città di New York. Il programma si chiama NY-Sun, lanciato dal Governatore Mario Cuomo lo scorso anno, ma a decidere di estendere gli incentivi anche ad abitazioni e piccole imprese è stata la Commissione New York State Public Service e Development Authority (NYSERDA).

La commissione ha, inoltre, approvato un incentivo temporaneo per consentire agli impianti fotovoltaici residenziali e commerciali esistenti di incrementare la propria potenza. Questi incentivi temporanei consentiranno ai sistemi fotovoltaici esistenti di espandersi da 7 kW fino a 25 kW per il residenziale, e da 50 kW fino a 200 kW per il commerciale.

Lo Stato di New York intende quadruplicare nel 2013 la quantità di capacità fotovoltaica installata rispetto ai livelli del 2011. Per perseguire tale obiettivo, il Governatore Cuomo ha proposto l’espansione dell’iniziativa NY-Sun con finanziamenti a lungo termine di 150 milioni di dollari all’anno per i prossimi 10 anni.

”New York ha visto una ripresa senza precedenti – ha detto il presidente della Commissione Garry Brown – grazie all’installazione di impianti solari che ha consentito anche la creazione di molti posti di lavoro”.

 

FONTE: ANSA

Lazio, 75 mln per green economy

ENERGIA: MAXI IMPIANTO FOTOVOLTAICO SU TETTI IKEA A PIACENZAROMA – Due bandi rivolti alle imprese e agli enti pubblici, per un totale di 75 milioni di euro ricavati da fondi europei che rischiavano di andare persi, per rendere più ‘verde’ il Lazio attraverso l’efficienza energetica e la produzione di energie rinnovabili. È l’obiettivo dei due progetti presentati oggi in Regione dal governatore Nicola Zingaretti. A spiegare i dettagli dei due bandi sono stati gli assessori alle Attività produttive Guido Fabiani e all’Ambiente Fabio Refrigeri.

”L’obiettivo di fondo del primo bando da 50 milioni – ha affermato Fabiani – è sostenere l’accesso al credito come priorità di intervento, articolando il portafoglio degli strumenti finanziari”.

Le risorse, destinate alle Pmi, fanno parte dei Fondi di ingegneria finanziaria del Por Fesr 2007-13. Attraverso il bando, che scade il 30 giugno 2014, le Pmi otterranno un prestito a tasso agevolato, ma anche a tasso zero, per il 75 per cento della somma prestata (tra i 100 mila e i 5 milioni), pagando a tasso ordinario solo il restante 25 per cento. Con questi soldi le imprese potranno adeguare impianti e strutture per il risparmio energetico, realizzare impianti per produrre energia verde, e costruire impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

”Qui si pone un problema rilevante sull’energia rinnovabile – ha detto ancora Fabiani – Oggi nel Lazio è il 9,4 per cento del totale, la media nazionale è del 27,4 per cento, ma va oltre il 31 per cento nel Nord Italia: vogliamo intervenire”. L’altro bando da 25 milioni (sempre ex fondi Ue 2007-13) è rivolto invece agli enti pubblici che sono proprietari di immobili sul territorio regionale.

Si tratta di un avviso pubblico, ha spiegato l’assessore Refrigeri, che permette di realizzare impianti di produzione di energia elettrica e termica rinnovabile (pannelli fotovoltaici, solare termico, mini idroelettrico), o migliorare ed efficientare gli impianti di riscaldamento, condizionamento o le strutture di isolamento delle pareti. Potranno partecipare ”fino al 30 settembre Roma Capitale, tutti i Comuni, le Province, i Consorzi di Bonifica, gli enti gestori di aree protette, le Ipab e le Ater. Stazione appaltante unica sarà la Regione Lazio, con l’eccezione degli interventi proposti dalle Ater”. I 25 milioni saranno così suddivisi: 5 per le strutture dei Consorzi di Bonifica; 3,5 per le strutture socio-educative dei Comuni e altrettanti per quelle di Roma; 1,5 milioni per le strutture sportive dei Comuni, 1,5 per quelle di Roma. Per le strutture dei servizi sociali dei Comuni sono previsti 2 milioni, e altri 2 milioni per quelli di Roma. Tre milioni ognuno, infine, per i capitoli delle strutture Ater e quelle delle aree protette.

 

FONTE: ANSA

Illuminazione stradale: sostituire le lampade per risparmiare soldi e CO2

181-33858GE-cmh-outdoor-lighting-Bristol-1-465x300Quando una città vuole intraprendere un percorso virtuoso uno dei cambiamenti a dare immediati vantaggi in termini di risparmio ed efficienza energetica è la sostituzione dell’illuminazione stradale. E’ il caso della città di Bristol, che cambiando le 8.000 lampade al sodio ad alta pressione con lampade ad alogenuri metallici in ceramica ha notato da subito la differenza. L’obiettivo del Consiglio è riuscire a risparmiare almeno 500mila sterline all’anno riducendo l’importo in bolletta, con la conseguente riduzione del rilascio di emissioni inquinanti. Nei piani della città la sostituzione di altre 12mila lampade nelle aree residenziali, progetto da portare a termine nel corso dei prossimi 18 mesi.

Un innovativo dispositivo garantisce inoltre un ulteriore risparmio permettendo di controllare l’uscita di corrente, modificandola quando necessario, e riducendo al minimo i consumi ottenendo al contempo una luce molto simile a quella naturale. In grado di accendersi al passaggio le luci danno ai cittadini sicurezza e garantiscono una durata molto elevata che limita quindi i costi di manutenzione e sostituzione delle lampade esauste.
I nuovi dispositivi stanno quindi svolgendo un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi energetici e antiemissioni che il Consiglio sta portando avanti con la speranza, partendo dalle modifiche all’illuminazione stradale, di riuscire a ridurre del 40% le emissioni di CO2 entro l’anni e del 30% i consumi di energia entro il 2020.

 

FONTE: www.rinnovabili.it

Un risciò ecologico e sociale per le strade bolognesi

BodyPart-1Si chiama Bi-Bo -Bici Bologna – il progetto che vuole rilanciare una soluzione alternativa ed ecologica per la mobilità: risciò elettrici per spostamenti in città. Lanciato dall’Associazione Primavera Urbana, il progetto dalle tante sfaccettature vuole rilanciare il trasporto pubblico eco-compatibile a Bologna, promuovere la chiusura del centro storico al traffico ma anche promuovere la partecipazione dei cittadini, creando un punto di incontro tra di loro. Bi-Bo inoltre punta sul sociale, cercando di dare nuove opportunità di occupazione per studenti, disoccupati e lavoratori in difficoltà. Lorenzo Alberghini, tra i fondatori di Primavera Urbana, ha raccontato a Rinnovabili.it la nascita del progetto.

Come nasce Bi-Bo?
Il progetto nasce da un gruppo di tre amici che voleva creare un servizio Bici-taxi. Il problema è stato che non sapevamo non fosse legale. In Italia infatti la legge vieta il servizio trasporto bici a pagamento. Un’assurdità considerato che in molti paesi d’Europa e non è assolutamente legale. I primi tempi invece il risciò era usato come servizio di trasporto per persone ad offerta libera. Per non rinunciare al progetto abbiamo pensato di legarlo al turismo: ora il turista potrà usufruire del risciò e pagare il servizio di tour con autoguide mp3 o tablet, senza pagare il trasporto.

Il risciò ecologico sociale e innovativo: com’è fatto?
Questo risciò può portare due passeggeri, con relativi bagagli; è dotato di pedalata assistita da un motore elettrico, ricaricato dal pannello solare applicato sul tettuccio.

Verso quale direzione sta andando quindi il progetto?
Bi-Bo a settembre avrà un’evoluzione: stiamo infatti aspettando la delibera della giunta comunale. Dalla prossima settimana arriverà il secondo risciò, e a settembre dovrebbero cominciare i primi tour turistici. Abbiamo pensato a dei giri tematici per Bologna, quello storico artistico, quello musicale, un percorso mirato per i bambini.

Da chi è finanziato?
L’idea è nata da un autofinanziamento: il primo risciò ci è stato fornito da una ditta tedesca: si tratta di una bici assistita dal valore di 11.400 euro. E’ data poi la possibilità a chiunque lo volesse di sostenere l’acquisto di nuovi mezzi con una donazione volontaria.

Com’è stata accolta l’iniziativa a Bologna, città in cui la cultura del trasporto in bici è già ben radicata?
Bene! Abbiamo iniziato a pedalare in città per mostrare in particolare all’amministrazione comunale che l’iniziativa era ben accolta e piaceva ai bolognesi e ai turisti. Quando il Comune ha organizzato i primi T Days -ogni weekend di domenica la “T” (via Rizzoli, via Indipendenza e via Ugo Bassi) rimane aperta solo a pedoni e biciclette-, abbiamo affittato altri 8 risciò. Avevamo talmente tante persone che ci chiedevano di essere trasportate che i mezzi non bastavano!

 

FONTE: www.rinnovabili.it

Ue-Cina: fonti, accordo su dazi pannelli solari è vicino

a9ed81b03e2947d9ca2f1720fd6273daBRUXELLES, 17 LUG – Ue e Cina ”sono molto vicine a chiudere la partita” sulla disputa dei dazi europei sul fotovoltaico cinese. Lo riferisce oggi una fonte comunitaria.

Dopo settimane di negoziati ”ora sono in corso a Bruxelles colloqui ad alto livello, che includono il commissario Ue al commercio, Karel de Gucht” spiega la fonte Ue, secondo la quale a questo punto dei negoziati sul prezzo minimo per kWh ”il gap fra le due parti sulla carta è molto piccolo, meno di cinque centesimi”. Una volta risolta la questione del prezzo, nei negoziati in corso fra Ue e Cina sul commercio dei pannelli solari, secondo le stesse fonti, rimangono aperti però altri due nodi: quello del volume ”ancora da concordare” e quello ”della durata” delle misure. I tempi per Bruxelles ormai stringono in vista della scadenza fissata per il prossimo 6 agosto, quando in assenza di un accordo con Pechino, scatterà l’aumento dei dazi Ue sul fotovoltaico cinese, dall’11,8% a una media del 47,6%. ”Se non viene trovata una soluzione, sarà automatico” riferiscono le fonti che ritengono che i cinesi in questo negoziato siano particolarmente ”impegnati e costruttivi”. La disputa sull’export dei pannelli solari dalla Cina verso l’Ue ha scatenato di fatto una guerra che ha portato Pechino ad aprire un’inchiesta antidumping sul vino europeo. Nel 2011, l’export di fotovoltaico made in China in Europa è stato di oltre 20 miliardi di euro. Secondo i risultati preliminari dell’inchiesta Ue, tra il 2009 e il 2012 una cinquantina di aziende europee hanno chiuso proprio mentre il materiale fotovoltaico cinese esportato in Europa e’ stato venduto a un prezzo in media dell’88% inferiore al suo normale valore di mercato. Permettendo cosi’ alle imprese cinesi, aiutate dallo Stato, di occupare una fetta del mercato Ue pari all’80%.

L’industria dei pannelli solari ”viene considerata strategica per la Cina e quindi ha avuto sussidi extra: oggi la capacità di produzione cinese è 1,5 volte la capacità di assorbimento globale e anche molto superiore alla stessa capacità di assorbimento dei cinesi” riferisce la fonte Ue, che quindi ha parlato di ”grandi stock” disponibili.

 

FONTE: ANSA

Centrali nucleari galleggianti, la Russia ci prova

russianstodeE se le centrali atomiche prendessero il largo? L’idea negli anni,è venuta a parecchi Paesi, allettati dall’idea di realizzare centrali nucleari galleggianti capaci di sottrarsi ai normali vincoli edilizi e di portare l’elettricità anche in regioni che non possono esser servite da altri mezzi. A far sul serio è ora laRussia che, stando a quanto affermato dal direttore generale della più grande società armatrice russa Aleksandr Voznesensky, starebbe già costruendo la prima “nave nucleare”.

 

Voznesensky ha illustrato il progetto nel corso del sesto Salone internazionale navale di Pietroburgorivelando l’intenzione di portare per la prima volta in mare questa centrale galleggiante già nel 2016. Battezzato Akademik Lomonosov , lo speciale vascello sarà dotato di due reattori KLT-40 modificati peruna potenza elettrica totale di 70 MW; abbastanza per soddisfare le esigenze energetiche di 200.000 russi.

Il direttore ha anche sottolineato che il progetto sarà conforme alle norme stabilite dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica. e la piattaforma potrà resistere a tsunami o collisioni con altre navi, senza causare danni ai reattori. La centrale  può anche essere modificata per diventare un impianto di desalinizzazione  itinerante, con una capacità di depurazione giornaliera di 240.000 metri cubi di acqua di mare. Nei piani della società la Lomonosov dovrebbe diventare la punta di diamante di una serie di centrali nucleari galleggianti che la Russia prevede di immettere sul mercato e quindici paesi tra i cui Cina, Indonesia, Malesia, Algeria, e Argentina hanno già mostrato interesse per questo progetto.

Fonte: www.rinnovabili.it

Ancora fotovoltaico per Apple

130715-130715-fotovoltaico-apple-300x168Ce ne sono già due nel North Carolina, adesso è il turno del Nevada: è a Reno che Apple intende costruire la sua nuova  solar farm, ovvero una sorta di “campo” di pannelli solari  per alimentare i propri data center.

Il fotovoltaico serve anche a questo, a creare impianti che forniscano energia assolutamente naturale ad altri impianti.

In 55 ettari di terreno ci sarà così la possibilità di dare origine a una potenza compresa tra 18 e 20 megawatt. È ormai prerogativa del  colosso dell’informatica la produzione energetica da fonti rinnovabili, ivi compresi vento, acqua e geotermia.

Molte strutture sono ormai completamente alimentate da questo genere di fonti, così innocue eppure così trascinanti; altri centri lo sono per tre quarti, ma l’obiettivo finale rimane l’eliminazione dell’uso di energia originata da combustibili fossili.

43,5 milioni di chilowattora – tanto produrrà questa nuova centrale pulita a cielo aperto – significano tonnellate di anidride carbonica in meno. Come se all’improvviso quasi 6.500 tubi di scappamento smettessero di appestare l’aria per un anno intero. L’operazione, approvata a metà giugno, sarà approntata insieme a NV Energy.

L’idea è quella di applicare, per la realizzazione del progetto, un nuovo metodo, che prevede l’annessione di specchi ai pannelli solari, per una resa sette volte superiore al normale. Inoltre, ci si avvarrà della forza di un impianto geotermico presente nei dintorni di Reno, località a questo punto scelta non per caso. Senza contare che alla costruzione parteciperà un centinaio di operai.

In definitiva, a quanti lavori di installazione si può attribuire un così esteso valore ecologico? Non solo il prodotto finito non inquinerà affatto, ma anche dalla sua preparazione trarranno beneficio – in termini di economia e di salute – in molti.

 

FONTE: www.fotovoltaico-sicuro.it

BIQ house ad Amburgo – Splitterwerk

Progetto_ARK74_01_420x270Un edificio dimostrativo, the building exhibition within the bulding exhibition, pensato e progettato affinché gli occupanti, ma anche i curiosi visitatori, possano comprenderne il funzionamento energetico di un’abitazione.


L’innovativa facciata, costituita da 129 fotobiorettori (PBR) a microalghe, disegna il prospetto sud-ovest e sud-est, mentre sui prospetti opposti slogan a fumetti sintetizzano il significato energetico dei curiosi schermi solari verdi (photosynthesis). Fasce marcapiano a righe rosse e bianche simboleggiano e celano i tracciati impiantistici che collegano i fotobioreattori al locale tecnico.

I pannelli PBR svolgono una tripla funzione energetica per l’edifico: fungono da schermo solare orientabile, da produttori di biomassa (e di conseguenza biocombustibile) dalle microalghe in esso contenute e da collettori solari termici. Le alghe crescono all’interno dei bioreattori alimentate da un circuito chiuso che corre lungo la facciata e trasformano la CO2 proveniente dai gas di combustione del generatore termico a gas in ossigeno. Quando si accumula una sufficiente quantità di alghe, vengono raccolte e inviate al locale tecnico per la trasformazione in biocombustibile (biogas). I fotobioreattori vengono, inoltre, utilizzati come collettori solari recuperando il calore accumulato attraverso uno scambiatore termico. Questo calore può essere così accumulato per l’inverno attraverso sonde geotermiche a salamoia o utilizzato per alimentare direttamente la pompa di calore.

L’energia prodotta dal sistema a biomasse e dallo scambio termico (collettore solare) si aggira sui 30 kWh/m2 per ciascun sistema (circa 60 kWh/m2 totali).

L’innovazione in BIQ House non si ferma alla facciata: l’edificio è composto da 15 unità immobiliari (dai 50 ai 120 mq), di cui due rappresentano “gli appartamenti del futuro”. Un nucleo centrale nasconde i servizi igienici e l’angolo cottura, mentre gli spazi attorno non hanno una funzione fissa: è l’utente, secondo le necessità, ad attribuire alla stanza una funzione piuttosto che un’altra. Gli arredi sono integrati e nascosti lungo le pareti perimetrali, in questo modo un locale soggiorno può diventare la zona letto e viceversa.

BiQ House rappresenta quindi un esempio di edificio del futuro in cui la sinergia tra estetica e necessità energetiche dona carattere e originalità al progetto.

Fonte: http://www.archinfo.it/biq-house-ad-amburgo-splitterwerk/0,1254,53_ART_8995,00.html

Aereo solare atterra a New York

Solar plane lands in Le BourgetL’aereo a energia solare Solar Impulse, pilotato da due svizzeri, e’ atterrato a New York, completando cosi’ la sua traversata degli Stati Uniti. Il velivolo sperimentale, decollato da Washington Dc ha comletato l’ultima tappa atterrando all’aeroporto Jfk alle 23:09 locali (le 05:09 italiane), con almeno un paio d’ore di anticipo sull’orario previsto a causa di uno squarcio su un’ala.

Solar Impulse ha compiuto l’ultima tappa della sua traversata (Solar Impulse Across America), decollando dal Dulles International Airport di Washington Dc 18 ore prima e sorvolando di notte gli stati di Maryland, Delaware e New Jersey. L’aereo ha quattro motori a elica propulsi da batterie solari con l’energia immagazzinata di giorno dalle 12.000 cellule solari posti sulle grandi ali, che hanno la superficie di quelle di un Jumbo ma che sostengono un velivolo il cui peso complessivo e’ pari a quello di una grossa automobile.

Il velivolo e’ decollato il 3 maggio dal Moffet Air Field della Nasa, vicino a San Francisco, compiendo la prima tappa fino a Phoenix, in Arizona. Sempre in maggio e’ volato da li’ a Dallas (Texas), quindi a Saint Louis (Missouri) poi a Cincinnati (Ohio) e infine a Washington, dov’e’ rimasto fermo dal 16 giugno. L’ultima tappa e’ stata anticipata di alcune ore per via di uno squarcio rilevato su un’ala, che pero’, secondo i tecnici, non ha fatto correre pericoli al pilota di turno, Andre’ Borschberg, che durante la missione ha alternato il pilotaggio con Bertrand Piccard.

FONTE: ANSA

Greenpeace, rinnovabili volano ma si premiano energie ‘vecchie’

1352811237292_campoROMA – ”Mentre la generazione di energia pulita – che fa risparmiare sull’import di fonti fossili, crea lavoro e azzera le emissioni inquinanti – e’ oramai in grado di dare un contributo essenziale al fabbisogno del Paese, da piu’ parti giungono segnali inquietanti, di fondi a pioggia per premiare produzioni vecchie e inefficienti, sempre piu’ incapaci di tenere il mercato”. Lo denuncia Andrea Boraschi, responsabile dalla campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dopo la diffusione dei dati Terna che indicano un nuovo record delle fonti rinnovabili in Italia. Nel mese di giugno le fonti pulite hanno generato il 50,2 per cento dell’elettricita’ italiana, coprendo il 44,3 per cento della domanda.

”L’evoluzione – afferma Boraschi – e’ chiarissima. Avanzano le fonti rinnovabili e arretrano le fossili. Viene da chiedersi se la politica ne sia al corrente”. Greenpeace punta il dito sul piano di sussidi, che ”sembra che il Ministero per lo Sviluppo Economico stia approntando, senza trovare resistenze da parte dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato, per il settore termoelettrico pari a 400-500 milioni di euro all’anno, nei prossimi tre anni, fino a crescere a 1,5-2 miliardi all’anno dal 2017”. ”Abbiamo l’occasione storica – rileva Boraschi – di lasciarci alle spalle le fonti piu’ sporche e inquinanti, a partire dal carbone che appare economicamente conveniente solo perche’ il sistema ETS (Emission Trading Scheme), in Europa, continua a non funzionare. Gia’ oggi le rinnovabili fanno risparmiare al Paese 8-10 miliardi di mancate importazioni fossili. Cosa aspettiamo a imboccare senza esitazioni la strada della rivoluzione energetica, come altri Paesi stanno gia’ facendo?”.

 

FONTE: ANSA

Da Siena ad Haiti con la Summer School sull’architettura sostenibile

Architettura-sostenibile-sienaLo splendido scenario della Certosa di Pontignano in provincia di Siena accoglierà dal 28 luglio al 4 agosto e dal 13 al 20 ottobre la prima Summer School residenziale di Architettura Sostenibile all’interno di una Facoltà Umanistica.

 

I due corsi sono organizzati dall’Università di Siena con la partnership del Dipartimento di Architettura di Pescara e con il contributo della Fondazione Bertelli ed ARTAPP, allo scopo di consentire l’approfondimento delle tematiche della progettazione sostenibile, della conoscenza e del rispetto del territorio, della efficienza energetica, in un ambito conoscitivo che ponga al centro dell’insegnamento il rispetto dell’agire umano e la consapevolezza delle sue conseguenze sull’ambiente antropizzato.

Il territorio è il contenitore – non passivo – di una comunità e della sua identità, della sua storia, delle sue peculiarità, dei suoi bisogni e delle sue aspirazioni”, sarà questo il tema del primo dei due moduli, in preparazione alla seconda fase, in programma per ottobre, quando  l’attenzione si sposterà sull’habitat umano e del sul rapporto con l’architettura.

 

La Summer School dedicata all’architettura sostenibile sarà inoltra accompagnata da una serie di sezioni pratiche per misurarsi sul campo con gli strumenti ed i materiali del settore, che sfoceranno nel workshop in programma dal 20 al 27 ottobre a Port Prince di Haiti, all’interno del cantiere della scuola edile in costruzione con la tecnica della muratura a secco.

 

Fonte: www.rinnovabili.it

Italia quinta al mondo per le energie rinnovabili

APC-AM20130701_105238_23C6A50DRoma, 1 lug. (TMNews) – Secondo l’ultimo rapporto di REN21 presentato a Bruxelles, nel 2012, con una capacità di 29 GW, il nostro Paese si è posizionato al quinto posto della classifica mondiale
Sono infatti 29 i gigawatt di potenza “green” installati nel nostro Paese, come rivela l’ultimo rapporto internazionale sulle rinnovabili elaborato da REN21(Renewable Energy Policy Network for the 21st Century). Secondo lo studio, l’Italia l’anno scorso ha registrato ottime performance un po’ su tutti i fronti: secondo posto – dopo la Germania – per potenza fotovoltaica e capacità pro-capite, quinta per energia geotermica e volume di investimenti nel settore, settima per crescita nel settore eolico e nona, con 10 TWh per produzione di energia da fonti “bio”: biogas, biomasse e bio carburanti.
Il rovescio della medaglia. Secondo lo stesso rapporto, però, l’Italia non appare tra i primi dieci Paesi per produzione industriale di turbine eoliche e pannelli solari e nemmeno sul fronte occupazionale, sostituita in queste classifiche da altri Paesi eruopei come Germania e Spagna.

 

FONTE: LA STAMPA

Rinnovabili supereranno gas nel 2016

7c4c82ae5e32f1e7f52ac7101e69e345ROMA – La produzione mondiale di energia da idroelettrico, eolico, solare e altre fonti rinnovabili superera’ quella da gas e diventera’ il doppio di quella da nucleare entro il 2016. Lo afferma l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) nel suo ultimo rapporto sulle rinnovabili.

Stando all’indagine, nonostante il difficile contesto economico le energie rinnovabili cresceranno del 40% nei prossimi 5 anni, arrivando nel 2018 a rappresentare quasi un quarto del mix energetico mondiale rispetto al 20% del 2011. Le rinnovabili diverse dall’idroelettrico – come l’eolico, il solare e il geotermico – raddoppieranno la propria quota, passando dal 4% del mix energetico nel 2011 all’8% nel 2018.

”Con la progressiva riduzione dei loro costi, le fonti rinnovabili di energia si affermano grazie ai loro meriti rispetto alla nuova generazione di combustibili fossili”, ha detto il direttore esecutivo dell’Iea, Maria Van Der Hoeven.

”Questa e’ una buona notizia per il sistema energetico mondiale che ha bisogno di diventare piu’ pulito e piu’ diversificato, ma per i governi non deve diventare un pretesto per non agire”.

FONTE: ANSA

Dal Brasile i pannelli fotovoltaici di plastica

 

Pannelli-Solari-fotovoltaici-in-PlasticaPannelli fotovoltaici in plastica: è davvero possibile realizzarli? Secondo quanto hanno messo a punto i ricercatori del Csem, istituto di ricerca dello stato di Minas Gerais, sì. Gli studiosi, infatti, hanno realizzato pannelli fotovoltaici in plastica che risultano meno costosi, meno pesanti e più facili da maneggiare rispetto ai pannelli convenzionali: per questo motivo, tale innovazione potrebbe mutare in maniera rivoluzionaria l’intero settore dell’energia solare. Si tratta, in pratica, di fogli di plastica rigati e trasparenti: pannelli stampati con celle fotovoltaiche che hanno la capacità di convertire in elettricità l’energia solare.

Secondo le dichiarazioni del direttore del Csem Tiago Maranhao Alves, “questi fogli fotovoltaici hanno la stessa capacità di produrre energia dei pannelli normali in silicio: il vantaggio di ricorrere ad essi, invece, sta nelle dimensioni inferiori, che rendono possibili applicazioni non adatte ai pannelli convenzionali”. In virtù delle loro peculiarità, infatti, questi fogli, che sono prodotti includendo in comuni polimeri delle celle fotovoltaiche, potrebbero essere impiegati per caricare le parti elettriche di computer, cellulari o altri dispositivi portatili, ma anche delle automobili.


Secondo i primi studi, un pannello di plastica non più grande di tre metri quadri sarebbe in grado di mettere a disposizione di una casa con quattro persone tutta l’energia di cui esse avrebbero bisogno. Non solo: questo tipo di prodotto, essendo caratterizzato da un rapporto costi – benefici eccellente, potrebbe rivelarsi fondamentale per far arrivare energia in zone prive di elettricità (e sul territorio brasiliano sono numerose le aree di questo tipo).

 

FONTE: www.rinnovabili7.it

Usa, Obama punta sulle energie rinnovabili

l43-obama-130625220426_mediumAltro che protocollo di Kyoto. Dopo che per anni gli Stati Uniti si sono dimostrati sordi alle istanze ambientaliste e alle richieste d’aiuto di un pianeta sempre più in debito d’ossigeno, ecco la svolta ecologista della Casa Bianca.
Barack Obama ha un programma ambizioso e l’ha presentato alla Georgetown Uuiversity di Washington.
L’obiettivo è quello di arrivare nel 2020 a una netta riduzione dell’inquinamento, con il 20% dell’energia elettrica consumata dal governo federale proveniente da fonti rinnovabili.
FINANZIAMENTI PER 8 MLD. Non solo parole e promesse. Per portare a compimneto il suo progetto, Obama ha deciso di destinare 8 miliardi di dollari a garanzie sui prestiti per i progetti finalizzati a ridurre le emissioni da carbone e da altre materie prime fossili di almeno 3 miliardi di tonnellate cubiche entro il 2030.
Inoltre il governo ha intenzione di autorizzare il rilascio di permessi per progetti su energie rinnovabili sul suolo pubblico.
«Gli Stati Uniti vogliono essere il Paese leader globale nella lotta al cambio climatico. Non è né giusto, né sicuro che le centrali elettriche emettano quantità illimitate di anidride carbonica nell’ atmosfera. Dobbiamo fermarle», ha detto Obama.
OBAMA VOLA IN AFRICA. Intanto il presidente si prepara a un viaggio in Africa, terra d’origine del padre, e lo fa proprio in una fase in cui il suo «eroe personale» Nelson Mandela sta lottando tra la vita e la morte.
Così, dopo Senegal e Tanzania, Obama ha in programma di raggiungere Pretoria, e vorrebbe poter incontrare Madiba.
Dal governo del presidente Zuma, però, hanno fatto sapere che l’incontro è improbabile: «Il presidente Obama vorrebbe vedere il presidente Mandela ma lui soffre», ha detto il ministro degli Esteri sudafricano Maite Nkoane Mashebane, «qui quando le persone sono malate cerchiamo di dare loro il tempo di recuperare».
L’INCONTRO DIFFICILE CON MANDELA. Ma sembra che che Madiba, leader della lotta all’apartheid e simbolo vivente dell’anti-razzismo, abbia dato timidi segnali di ripresa. Secondo la testimonianza della figlia avrebbe aperto gli occhi, e avrebbe addirittura sorriso quando gli è stato riferito del possibile incontro con Obama.
E se mai dovesse arrivare, quello, potrebbe essere un giorno storico.

Martedì, 25 Giugno 2013

 

FONTE: http://www.lettera43.it/ambiente/usa-obama-punta-sulle-energie-rinnovabili_43675100273.htm

Orlando, Italia tra primatisti energie rinnovabili

1369417930112_afase_solar_installer_3VENEZIA – L’Italia e’ al secondo posto tra i Paesi che hanno adottato misure energetiche rinnovabili e oggi un terzo della potenza realizzata arriva da queste forme di produzione. E’ il dato con cui a Mestre il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando ha concluso il convegno ‘Energia e edilizia sostenibile’ nell’ambito della Settimana europea del comparto.

”Vi sono inoltre amplissimi margini di miglioramento – ha precisato Orlando – poiche’ solo il 2% degli edifici appartiene a classi energetiche migliori della C. Inoltre nel nostro Paese manca ancora una filiera produttiva che accompagni la diffusione dell’energia rinnovabile. Importiamo da molti Paesi a cominciare dalla Cina ma ci stiamo organizzando”.

Secondo Orlando l’Italia ha fatto passi da gigante nel fotovoltaico, nell’eolico (”con l’utilizzo di pale piu’ compatibili con l’assetto del territorio”)e stiamo crescendo con lo studio delle maree e del geotermico”. Per l’esponente di governo, infine, il comparto ha di fronte una grande potente sfida: quella di poter lavorare su un patrimonio edilizio composto da quell’80% di abitazioni che hanno necessita’ di ristrutturazione.

 

FONTE: ANSA

Eolico galleggiante per un futuro energetico sicuro

siemens-statoil_floating-windpowerQuarta tornata di finanziamenti per la Real Estate che ha deciso di supportare lo sviluppo dell’eolico galleggiante offshore dando il via ad una nuova serie di aiuti che possano incoraggiare gli investitori. Sfruttando la consulenza della DNV KEMAla Real Estate sta appoggiando il nuovo standard di produzione delle turbine che la DNV pare voglia presentare a breve e che garantirebbero la diffusione della tecnologia e il calo dei costi dell’energia elettrica prodotta.

 

Gli esperti ritengono infatti che le fondazioni galleggianti per le turbine eoliche potrebbero svolgere un importante ruolo nella diffusione della tecnologia portando il settore ad ottenere la riduzione dei prezzi dell’energia eolica offshore a circa 120 euro per MWh. E’ infatti il costo delle fondazioni ad incidere sul prezzo di realizzazione degli impianti offshore, ridurre questo si tradurrebbe nel calo del prezzo dell’energia al consumatore. Tuttavia la tecnologia dietro la realizzazione delle turbine galleggianti è ancora agli inizi e gli sviluppatori spesso non si fidano. La nuova norma dovrebbe dare maggiore fiducia al comparto e permetterne l’espansione soprattutto nel Regno Unito dove però molti dei progetti in fase di approvazioni si sono poi dimostrati irrealizzabili a causa delle condizioni non adatte dei fondali, troppo bassi, e delle coste proposte per ospitare il parco. Grazie alla nuova tornata di aiuti il settore potrebbe riuscire a dimostrare che la tecnologia ha del potenziale e la capacità di ridurre i costi energetici.

 

Fonte: www.rinnovabili.it

Giornata mondiale vento, Europa celebra eolico

Impianto eolicoROMA – Il mondo dell’eolico in tutta Europa festeggia il ‘Wind day’, la Giornata del vento promossa dall’Ewea (Associazione europea dell’energia eolica) e dal Gwec (Global wind energy council). Come tutti gli anni, l’Anev (Associazione nazionale energia del vento) organizza in Italia attività ed eventi per celebrare la Giornata. Tema di quest’anno è l’eolico e le sue potenzialità “per combattere la crisi climatica e contribuire a raggiungere gli obiettivi europei di produzione di energia da fonti rinnovabili decisi per il 2020”. Secondo una stima di Legambiente, in uno scenario “realmente sostenibile”, l’eolico potrebbe arrivare a garantire il 10% dei fabbisogni elettrici italiani complessivi.

Il quadro attuale parla di 8.383 MW (Megawatt) installati in Italia che nel 2012 hanno consentito di soddisfare i fabbisogni di oltre 5,2 milioni di famiglie, con 13,2 TWh (Terawattora) prodotti. A maggio di quest’anno, in base ai dati di Terna, l’eolico ha garantito il 5,9% della produzione elettrica italiana, facendo registrare un incremento di oltre il 44% rispetto allo stesso mese del 2012. A livello europeo i primi cinque Paesi per potenza installata sono: Germania (31.308 MW), Spagna (22.796 MW), Regno Unito (8.445 MW), Italia (8.383 MW), Francia (7.564 MW).

In rapporto al numero di abitanti, però, al primo posto c’é la Danimarca; seguono Spagna, Irlanda, Portogallo, Svezia e Germania. In base all’estensione del territorio, è sempre la Danimarca a piazzarsi prima, seguita da Germania, Olanda, Portogallo, Spagna e Belgio. Per il presidente di Anev, Simone Togni, “il punto fondamentale da cui il settore dell’energia deve ripartire è l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli incentivi, privilegiando le fonti più virtuose”.

Ma Legambiente lancia l’allarme sul blocco dello sviluppo delle fonti pulite, nonostante – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – “l’Italia abbia tutto da guadagnare nel puntare sull’eolico: i fattori principali sono essenzialmente rintracciabili nella “burocrazia e un incredibile caos normativo”, oltre che nella mancanza di “linee guida” e della “pressione delle lobby delle fonti fossili”. I benefici ambientali ed energetici dell’eolico, spiega un grafico dell’Anev, sono calcolabili per il futuro in quasi 30 milioni di barili risparmiati al 2020; a oggi ci si ferma a sotto i 20 milioni. Le emissioni in atmosfera evitata superano i 9 milioni di tonnellate di CO2; al 2020 potrebbero sfiorare i 15 milioni.

Sul fronte dell’occupazione il settore eolico offre lavoro a circa 40.000 addetti, con una crescita media di 5.000 posti all’anno. Il contributo potrebbe raggiungere 66.000 posti di lavoro con il raggiungimento dei target al 2020 di 16.200 MW, cosa che porterebbe il vento a coprire il fabbisogno elettrico di 12 milioni di famiglie e a un miglioramento della qualità dell’aria con il taglio di 23,4 milioni di tonnellate di CO2.

FONTE: ANSA