Archivio della categoria ‘CURIOSITA’ DAL WEB’

Riciclabili e flessibili,nuovi pannelli solari made in Italy

Un veicolo elettrico alimentato anche con energia solare prodotta dai pannelli flessibili

ROMA – Sottili e flessibili, super leggeri, riciclabili e tre volte più efficienti. Sono la nuova gamma di pannelli fotovoltaici prodotti in Italia.

”I nostri pannelli sono studiati per essere integrati in una miriade di applicazioni – afferma Francesco Trisolini, amministratore delegato EnEco group che li produce a Firenze – si adattano a qualunque superficie e prodotto su cui devono essere applicati. Siamo l’azienda con la maggiore esperienza al mondo nelle forniture industriali di pannelli fotovoltaici ultraleggeri e flessibili”.

I pannelli in questioni, spiega, rispondono a diverse esigenze, in particolare la capacità di produrre energia in ogni condizione e offrendo la possibilità di rendere autosufficienti i diversi prodotti. Dai mezzi di trasporto al settore nautico, dall’edilizia alla bio-architettura, i nuovi pannelli possono contribuire all’autosufficienza energetica. Lo spessore e il peso ridotti sono dovuti all’assenza del vetro e della cornice.

Secondo Trisolini, i nuovi pannelli “hanno un’efficienza triplicata rispetto a quelli in silicio amorfo e sono costruiti con materiali plastici completamente riciclabili”.

Fonte: ANSA 

Google, 1 mld dollari in rinnovabili

1318d6605beb204ab151b6551047a9c6ROMA – Google per l’ambiente “ha fatto tredici”: la grande azienda del web ha annunciato un nuovo, ulteriore investimento nelle rinnovabili, che giunge dopo altre 12 analoghe iniziative. In tutto la somma investita raggiunge ora il miliardo di dollari.

L’impianto fotovoltaico Mount Signal Solar è attualmente in costruzione nella contea di Imperial, nella parte sud orientale della California e genererà entro il 2014 fino a 265,7 Megawatt di elettricità; energia sufficiente per alimentare oltre 80.000 case. La partecipazione finanziaria di Google è di 103 milioni di dollari. Come riporta Bloomberg, la struttura venderà l’energia catturata dal sole alla San Diego Gas & Electric, nell’ambito di un accordo di acquisto energetico a lungo termine. “Il nostro investimento in Mount Signal Solar è il risultato del continuo impegno di Google nel settore delle energie rinnovabili e mette in evidenza la nostra forte convinzione che investire nelle energie rinnovabili aiuta ad avere successo negli affari”, ha detto Kojo Ako-Asare, responsabile di Google per il Corporate Finance.

Partecipando insieme alla Silver Ridge Power al progetto californiano, il colosso del web è arrivata al tredicesimo investimento nel settore delle energie rinnovabili in soli tre anni. In totale infatti Google – come riporta sul suo blog – si è impegnata ad impiegare più di un miliardo di dollari in progetti che consentano la generazione di oltre due Gigawatt di elettricità; una potenza in grado di alimentare oltre 500.000 abitazioni.

In questo percorso “verde”, grande sforzo è stato destinato al settore solare: oltre al progetto in California, vi sono ad esempio l’investimento da 12 milioni di dollari nel Jasper Solar Energy Project in Sud Africa e l’interesse nello sviluppo del fotovoltaico “residenziale” negli Stati Uniti, con i 75 milioni di dollari utilizzati per sovvenzionare i progetti Clean Power Finance e i 280 milioni di dollari per Solar City.

Nel cammino “pulito” di Google non manca però l’energia del vento. L’azienda ha dato il suo contributo per numerosi parchi eolici come lo Spinning Spur Wind Project in Texas da 161 MW (200 milioni di dollari), l’Alta Wind Energy Center da 270 MW in California(157 milioni di dollari). Fiore all’occhiello di Google in questo campo è lo Shepherd’s Flat, ad Arlingtomn (Oregon), uno dei più grandi parchi eolici del mondo, con una capacità generativa di 845 MW, al quale ha contribuito investendo 100 milioni di dollari.

 

FONTE: ANSA

 

 

Uno stadio fatto con bottiglie di plastica

Ambiente: progettato stadio fatto con bottiglie plasticaMILANO – Uno stadio di calcio progettato utilizzando quasi unicamente materiali ottenuti dalle bottiglie di plastica riciclate: è la nuova frontiera del “green”, messa a punto a Taiwan dal team della Miniwiz Sustainable Energy Development. A riportarlo è il magazine In a Bottle (www.inabottle.it), sensibile ai temi ambientali e dell’acqua.
I progettisti hanno ideato una struttura a cielo aperto sospesa da 2 gru di 200 tonnellate, senza utilizzare alcuna trave in acciaio o calcestruzzo. Per assicurare la giusta resistenza, lo stadio in plastica riciclata combina speciali mattoni in poliuretano termoplastico, polietilene tereftalato e pula di riso riciclata. Altro punto di forza è l’uso di pannelli solari, per sfruttare l’energia naturale del sole.
La Miniwiz, riporta In a Bottle, ha già firmato numerosi progetti architettonici sostenibili: come “EcoArk”, il padiglione realizzato per il Taipei International Flora Exposition nel 2010, i cui muri hanno previsto l’utilizzo di 1.5 milioni di bottiglie di plastica riciclata, e il “Nike Area 13 pop-up stadium” realizzato a Beijing con tecnologie green.

 

FONTE: ANSA

Energia dai diamanti

1378817109987_dia1Diamanti artificiali per produrre energia da Sole: realizzati appositamente nei laboratori dell’Istituto di Metodologie Inorganiche e dei Plasmi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Imip-Cnr) sono alla base di una nuova tecnologia che trasforma l’energia solare in energia elettrica.
La tecnologia, nata nell’ambito del progetto europeo Ephestus, è stata presentata da Daniele Maria Trucchi dell’Imip-Cnr al congresso di Fisica della Materia (FisMat2013) in corso a Milano.

Il diamante ha una grande capacità di emettere elettroni quando lavora ad alte temperature, ragione per cui ”abbiamo scelto questo materiale per realizzare un modulo di conversione nel quale arriva l’energia solare concentrata da un concentratore (costituito da uno specchio)”, ha spiegato Trucchi coordinatore del progetto Ephestus per il Cnr e coordinatore del progetto europeo Prometheus che punta a utilizzare il diamante per un modulo di conversione ancora più innovativo. L’energia solare riscalda il modulo, che può arrivare anche a temperature di 1.000 gradi, ed emette elettroni che vengono raccolti da un collettore metallico e posso essere messi a disposizione di un carico per erogare corrente elettrica.

Naturalmente usare i diamanti naturali sarebbe molto costoso, inoltre andrebbero selezionati solo quelli dalla struttura adeguata. Al contrario, sottolinea Trucchi, ”in laboratorio possiamo realizzare diamanti con la struttura adatta alle nostre esigenze e a costi contenuti, (un euro per centimetro quadrato che si abbasserebbero se il prodotto fosse fabbricato a livello industriale)”.

Il metodo usato per produrre i diamanti si chiama Cvd (Chemical Vapor Deposition) deposizione chimica da fase vapore: ”introduciamo idrogeno e metano in un apparato – spiega Trucchi – lo attiviamo con plasma a microonde che rompe i legami fra le molecole e il carbonio contenuto nel metano fa da seme per la formazione dei diamanti, l’idrogeno invece evita che si formi la grafite anche se un po’ di questo materiale si deposita lo stesso intorno alla gemma artificiale”.

Le ‘gemme’ ottenute, sotto forma di una pellicola sottile di colore semitrasparente che ha l’aspetto dei diamanti grezzi, vengono depositate su una superficie piana di materiali ceramici, che hanno la funzione di assorbire con grande efficienza l’energia solare e di passarla al diamante. Siamo arrivati a dimostrare una efficienza di conversione dei dispositivi del 6% ma credo che in tre anni di sviluppo potremmo ottenere un prodotto competitivo per il mercato che raggiunga una efficienza di conversione di almeno il 15%”.

FONTE: ANSA 

ICT. L’architettura di Renzo Piano viaggia anche su iPad, novità Proctor

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Una app gratuita per curiosare tra i principali progetti architettonici di Renzo Piano. E’ la novità offerta dalla casa editrice Proctor, che debutta nel mercato dell’editoria digitale con la versione per iPad dell’opera “Almanacco dell’Architetto. Da un’idea di Renzo Piano”. La pubblicazione curata dal celebre architetto genovese, che nella versione stampata è di 1.300 pagine, può così essere scaricata da iTunes App Store. L’applicazione consente di scoprire come è strutturata l’opera, con una cinquantina di pagine visionabili gratuitamente. E’ inoltre presente una photogallery con un assaggio dei contenuti grafici dell’Almanacco, che conta oltre 5.000 immagini fornite da 400 studi di architettura di levatura internazionale, tra cui alcuni disegni originali e inediti dello studio RPBW – Renzo Piano Building Workshop. E’ quindi possibile acquistare, con il consueto meccanismo offerto dall’App Store, l’opera digitale completa, composta da due volumi oppure, separatamente, i singoli fascicoli. Nel primo, “Viaggi nell’architettura”, Renzo Piano racconta in prima persona – dialogando con il figlio Carlo, giornalista – 16 progetti da lui realizzati un po’ in tutto il pianeta, a partire dal suo studio a picco sulla costa genovese fino all’altra parte del mondo, il centro culturale di Nouméa nella Nuova Caledonia. Nel secondo volume, “Costruire l’architettura”, la parola passa a nove autori – architetti e ingegneri scelti dallo stesso Piano – che approfondiscono tutte le fasi della costruzione di un edificio, dalle fondamenta fino al tetto e all’ambiente circostante. Una volta acquistati i due volumi, è possibile cancellarli e riscaricarli gratuitamente senza limitazioni. E’ inoltre previsto uno sconto per chi volesse acquistare l’Almanacco anche in versione cartacea: due volumi di grande formato (24 per 34 cm) contenuti in un cofanetto. Con la versione digitale per iPad, realizzata per Proctor Edizioni dallo sviluppatore Marg8.com, l’Almanacco di Renzo Piano è dunque sempre più multimediale. E’ infatti disponibile anche una edizione professionale corredata di DVD-ROM, che consente una navigazione interattiva. Senza dimenticare che all’opera è interamente dedicato un sito internet (www.almanaccodellarchitetto.it) con informazioni approfondite e una sezione di news costantemente aggiornata.

FONTE: www.primapaginanews.it

Megastore Nike 100% riciclato e riciclabile

1378141811384_NikeROMA – Il megastore ”riciclato e riciclabile”: in arrivo a Shangai il nuovo negozio della Nike costruito al 100% da rifiuti. L’edificio inoltre non utilizzerà nessun tipo di colla per garantire la riciclabilità totale di tutti i materiali utilizzati.

Nel palazzo, ideato dal gruppo Miniwiz Sustainable Development Ltd., tutto proviene dal ”cestino”: i giunti di collegamento verranno realizzati con 5.278 lattine di alluminio , ed oltre 2.000 bottiglie di acqua riciclate serviranno per costruire i circa 2.000 metri di cavi. Ma non è tutto, come riporta Environmental News Network, anche il soffitto sarà realizzato attraverso degli speciali pannelli creati con 50.000 CD e DVD riciclati.

Anche l’illuminazione pensa all’ambiente: la luce sarà distribuita uniformemente con poca illuminazione posteriore al fine così di ridurre i costi operativi e le emissioni future di anidride carbonica dell’edificio. La stesso gruppo ha già progettato un edificio chiamato EcoARK Pavilion a Taipei, Taiwan, composto al 100% da bottiglie di plastica riciclate: 1,5 milioni di bottiglie compongono i nove piani dell’edificio pubblico, che dispone di ventilazione naturale, cascata esterna con la raccolta di acqua piovana, energia solare e Led.

FONTE: ANSA

All’Acquario di Genova, la ‘casa’ dei cetacei e’ firmata Renzo Piano

17817_ge_architetti_LNel suo ventesimo anno di vita, l’Acquario di Genova si arricchisce di un nuovo padiglione. Si tratta della nuova ‘casa’ dei cetacei, che sarà inaugurata il 26 luglio e porta la firma dello studio Renzo Piano Building Workshop.

L’opera, costruita da Codelfa spa, è unica nel suo genere, e si presenta come un vero e proprio palazzo di 23 metri di altezza totale – di cui 10 sotto il livello del mare – costruito in galleggiamento, a base rettangolare con una lunghezza di 94 metri e una larghezza di 28, due torri laterali alte rispettivamente 10 e 13 metri e una parte centrale, alta circa 6 metri di cui 3 completamente vetrati.

Al suo interno, sono state ultimate le strutture delle vasche, compresi gli acrilici tra cui il semitunnel, attraverso i quali i visitatori potranno ammirare gli animali da una prospettiva subacquea.

 

FONTE: www.architetto.info

Tendenza a scomparire

apertura_NLporte_NL3013_420x270Da sempre protagoniste di qualsiasi ambiente, le porte hanno assunto oggi un ruolo ancor più decisivo nello sviluppo planimetrico dello spazio ma anche nella sua corretta fruizione, soprattutto in ambito residenziale, quando ci si trova sempre più spesso a confrontarsi con metrature ridotte e vani sempre più piccoli. Ecco dunque che la funzione di passaggio da un locale all’altro diventa essenziale e non così scontata, sia per la perfetta accessibilità di ogni ambiente, sia per il passaggio della luce.

La tendenza è senza dubbio quella a ridurre il più possibile l’impatto e la presenza di questi elementi, studiati per potersi annullare nella parete, per non interferire eccessivamente sull’immagine complessiva dello spazio. Abbandonato ogni decorativismo o eccentrico personalismo, le campiture si fanno omogenee, i profili si nascondono, gli elementi tecnologici e gli accessori si riducono e scompaiono nella superficie muraria, l’immagine rimane pulita, essenziale…diventa spesso una semplice linea continua che disegna e racchiude una porzione di superficie. In queste porte, le sempre più apprezzate filomuro, spetta poi alle finiture e ai colori il compito di valorizzare quest’area, evidenziando un contrasto netto fatto di colori brillanti o essenze ricercate, o all’opposto di nasconderla, riproponendo tonalità e finiture della parete stessa tanto da far scomparire completamente la porta quando viene chiusa. In questo secondo caso le tonalità neutre, soprattutto il bianco e il grigio, sono senza dubbio le più utilizzate, accompagnate da finiture materiche in rilievo per una piacevole sensazione tattile.

Quando invece si decide di evidenziare dal punto di vista estetico la presenza della porta, si ricorre a colori brillanti o ad essenze pregiate del legno, che trasmettono una sensazione di calore e accoglienza all’intero spazio. Il vetro (in particolare satinato o sfumato) è ancora un materiale di forte appeal, soprattutto per spazi comuni e di rappresentanza, ma anche in ambito residenziale proprio perché consente, nel caso di ambienti molto piccoli o di corridoi stretti, di lasciar passare la luce illuminando porzioni di spazio altrimenti perennemente in ombra.

Dal punto di vista tipologico, nel caso di nuove costruzioni la soluzione scorrevole si fa preferire, per il ridotto ingombro di spazio e per la pulizia formale che assicura, mentre nel caso di ristrutturazioni spesso si evita di intervenire sulla parete e si ricorre a porte a battente dallo stile contemporaneo e minimale.

In tutti i progetti e nei nuovi prodotti presentati, la grande attenzione va perciò ai dettagli, sia per quanto riguarda la qualità dei materiali utilizzati, sia per le piccole (ma grandi…) innovazioni tecnologiche che permettono questo inserimento delicato e discreto (dalle cerniere a scomparsa, ai profili, dai carrelli per uno scorrimento continuo alla silenziosità della battuta).

Anche nel settore delle finestre la tendenza è quella di lasciare al vetro il ruolo del protagonista assoluto. I profili si assottigliano e si nascondono, gli ingombri si riducono, idealmente scompaiono. Ciò è possibile grazie allo sviluppo tecnologico e alle prestazioni sempre più performanti dei serramenti che consentono di lasciare libere grandi luci, di movimentare ante anche di dimensioni considerevoli, di assicurare tenuta all’aria, all’acque e garanzia delle prestazioni nel tempo. Dal punto di vista estetico il trattamento dei materiali e la ricerca di nuove finiture, consentono oggi a serramenti e finestre di inserirsi in qualsiasi contesto architettonico, anche nel caso di interventi e operazioni di recupero su edifici storici che sempre più spesso necessitano di una sostituzione completa dei serramenti per accogliere nuove funzioni,migliorare l’isolamento termico e acustico, assicurare un ottimale confort interno degli spazi.

Fonte: www.archinfo.it

Un risciò ecologico e sociale per le strade bolognesi

BodyPart-1Si chiama Bi-Bo -Bici Bologna – il progetto che vuole rilanciare una soluzione alternativa ed ecologica per la mobilità: risciò elettrici per spostamenti in città. Lanciato dall’Associazione Primavera Urbana, il progetto dalle tante sfaccettature vuole rilanciare il trasporto pubblico eco-compatibile a Bologna, promuovere la chiusura del centro storico al traffico ma anche promuovere la partecipazione dei cittadini, creando un punto di incontro tra di loro. Bi-Bo inoltre punta sul sociale, cercando di dare nuove opportunità di occupazione per studenti, disoccupati e lavoratori in difficoltà. Lorenzo Alberghini, tra i fondatori di Primavera Urbana, ha raccontato a Rinnovabili.it la nascita del progetto.

Come nasce Bi-Bo?
Il progetto nasce da un gruppo di tre amici che voleva creare un servizio Bici-taxi. Il problema è stato che non sapevamo non fosse legale. In Italia infatti la legge vieta il servizio trasporto bici a pagamento. Un’assurdità considerato che in molti paesi d’Europa e non è assolutamente legale. I primi tempi invece il risciò era usato come servizio di trasporto per persone ad offerta libera. Per non rinunciare al progetto abbiamo pensato di legarlo al turismo: ora il turista potrà usufruire del risciò e pagare il servizio di tour con autoguide mp3 o tablet, senza pagare il trasporto.

Il risciò ecologico sociale e innovativo: com’è fatto?
Questo risciò può portare due passeggeri, con relativi bagagli; è dotato di pedalata assistita da un motore elettrico, ricaricato dal pannello solare applicato sul tettuccio.

Verso quale direzione sta andando quindi il progetto?
Bi-Bo a settembre avrà un’evoluzione: stiamo infatti aspettando la delibera della giunta comunale. Dalla prossima settimana arriverà il secondo risciò, e a settembre dovrebbero cominciare i primi tour turistici. Abbiamo pensato a dei giri tematici per Bologna, quello storico artistico, quello musicale, un percorso mirato per i bambini.

Da chi è finanziato?
L’idea è nata da un autofinanziamento: il primo risciò ci è stato fornito da una ditta tedesca: si tratta di una bici assistita dal valore di 11.400 euro. E’ data poi la possibilità a chiunque lo volesse di sostenere l’acquisto di nuovi mezzi con una donazione volontaria.

Com’è stata accolta l’iniziativa a Bologna, città in cui la cultura del trasporto in bici è già ben radicata?
Bene! Abbiamo iniziato a pedalare in città per mostrare in particolare all’amministrazione comunale che l’iniziativa era ben accolta e piaceva ai bolognesi e ai turisti. Quando il Comune ha organizzato i primi T Days -ogni weekend di domenica la “T” (via Rizzoli, via Indipendenza e via Ugo Bassi) rimane aperta solo a pedoni e biciclette-, abbiamo affittato altri 8 risciò. Avevamo talmente tante persone che ci chiedevano di essere trasportate che i mezzi non bastavano!

 

FONTE: www.rinnovabili.it

Centrali nucleari galleggianti, la Russia ci prova

russianstodeE se le centrali atomiche prendessero il largo? L’idea negli anni,è venuta a parecchi Paesi, allettati dall’idea di realizzare centrali nucleari galleggianti capaci di sottrarsi ai normali vincoli edilizi e di portare l’elettricità anche in regioni che non possono esser servite da altri mezzi. A far sul serio è ora laRussia che, stando a quanto affermato dal direttore generale della più grande società armatrice russa Aleksandr Voznesensky, starebbe già costruendo la prima “nave nucleare”.

 

Voznesensky ha illustrato il progetto nel corso del sesto Salone internazionale navale di Pietroburgorivelando l’intenzione di portare per la prima volta in mare questa centrale galleggiante già nel 2016. Battezzato Akademik Lomonosov , lo speciale vascello sarà dotato di due reattori KLT-40 modificati peruna potenza elettrica totale di 70 MW; abbastanza per soddisfare le esigenze energetiche di 200.000 russi.

Il direttore ha anche sottolineato che il progetto sarà conforme alle norme stabilite dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica. e la piattaforma potrà resistere a tsunami o collisioni con altre navi, senza causare danni ai reattori. La centrale  può anche essere modificata per diventare un impianto di desalinizzazione  itinerante, con una capacità di depurazione giornaliera di 240.000 metri cubi di acqua di mare. Nei piani della società la Lomonosov dovrebbe diventare la punta di diamante di una serie di centrali nucleari galleggianti che la Russia prevede di immettere sul mercato e quindici paesi tra i cui Cina, Indonesia, Malesia, Algeria, e Argentina hanno già mostrato interesse per questo progetto.

Fonte: www.rinnovabili.it

Aereo solare atterra a New York

Solar plane lands in Le BourgetL’aereo a energia solare Solar Impulse, pilotato da due svizzeri, e’ atterrato a New York, completando cosi’ la sua traversata degli Stati Uniti. Il velivolo sperimentale, decollato da Washington Dc ha comletato l’ultima tappa atterrando all’aeroporto Jfk alle 23:09 locali (le 05:09 italiane), con almeno un paio d’ore di anticipo sull’orario previsto a causa di uno squarcio su un’ala.

Solar Impulse ha compiuto l’ultima tappa della sua traversata (Solar Impulse Across America), decollando dal Dulles International Airport di Washington Dc 18 ore prima e sorvolando di notte gli stati di Maryland, Delaware e New Jersey. L’aereo ha quattro motori a elica propulsi da batterie solari con l’energia immagazzinata di giorno dalle 12.000 cellule solari posti sulle grandi ali, che hanno la superficie di quelle di un Jumbo ma che sostengono un velivolo il cui peso complessivo e’ pari a quello di una grossa automobile.

Il velivolo e’ decollato il 3 maggio dal Moffet Air Field della Nasa, vicino a San Francisco, compiendo la prima tappa fino a Phoenix, in Arizona. Sempre in maggio e’ volato da li’ a Dallas (Texas), quindi a Saint Louis (Missouri) poi a Cincinnati (Ohio) e infine a Washington, dov’e’ rimasto fermo dal 16 giugno. L’ultima tappa e’ stata anticipata di alcune ore per via di uno squarcio rilevato su un’ala, che pero’, secondo i tecnici, non ha fatto correre pericoli al pilota di turno, Andre’ Borschberg, che durante la missione ha alternato il pilotaggio con Bertrand Piccard.

FONTE: ANSA

Dal Brasile i pannelli fotovoltaici di plastica

 

Pannelli-Solari-fotovoltaici-in-PlasticaPannelli fotovoltaici in plastica: è davvero possibile realizzarli? Secondo quanto hanno messo a punto i ricercatori del Csem, istituto di ricerca dello stato di Minas Gerais, sì. Gli studiosi, infatti, hanno realizzato pannelli fotovoltaici in plastica che risultano meno costosi, meno pesanti e più facili da maneggiare rispetto ai pannelli convenzionali: per questo motivo, tale innovazione potrebbe mutare in maniera rivoluzionaria l’intero settore dell’energia solare. Si tratta, in pratica, di fogli di plastica rigati e trasparenti: pannelli stampati con celle fotovoltaiche che hanno la capacità di convertire in elettricità l’energia solare.

Secondo le dichiarazioni del direttore del Csem Tiago Maranhao Alves, “questi fogli fotovoltaici hanno la stessa capacità di produrre energia dei pannelli normali in silicio: il vantaggio di ricorrere ad essi, invece, sta nelle dimensioni inferiori, che rendono possibili applicazioni non adatte ai pannelli convenzionali”. In virtù delle loro peculiarità, infatti, questi fogli, che sono prodotti includendo in comuni polimeri delle celle fotovoltaiche, potrebbero essere impiegati per caricare le parti elettriche di computer, cellulari o altri dispositivi portatili, ma anche delle automobili.


Secondo i primi studi, un pannello di plastica non più grande di tre metri quadri sarebbe in grado di mettere a disposizione di una casa con quattro persone tutta l’energia di cui esse avrebbero bisogno. Non solo: questo tipo di prodotto, essendo caratterizzato da un rapporto costi – benefici eccellente, potrebbe rivelarsi fondamentale per far arrivare energia in zone prive di elettricità (e sul territorio brasiliano sono numerose le aree di questo tipo).

 

FONTE: www.rinnovabili7.it

Giornata mondiale vento, Europa celebra eolico

Impianto eolicoROMA – Il mondo dell’eolico in tutta Europa festeggia il ‘Wind day’, la Giornata del vento promossa dall’Ewea (Associazione europea dell’energia eolica) e dal Gwec (Global wind energy council). Come tutti gli anni, l’Anev (Associazione nazionale energia del vento) organizza in Italia attività ed eventi per celebrare la Giornata. Tema di quest’anno è l’eolico e le sue potenzialità “per combattere la crisi climatica e contribuire a raggiungere gli obiettivi europei di produzione di energia da fonti rinnovabili decisi per il 2020”. Secondo una stima di Legambiente, in uno scenario “realmente sostenibile”, l’eolico potrebbe arrivare a garantire il 10% dei fabbisogni elettrici italiani complessivi.

Il quadro attuale parla di 8.383 MW (Megawatt) installati in Italia che nel 2012 hanno consentito di soddisfare i fabbisogni di oltre 5,2 milioni di famiglie, con 13,2 TWh (Terawattora) prodotti. A maggio di quest’anno, in base ai dati di Terna, l’eolico ha garantito il 5,9% della produzione elettrica italiana, facendo registrare un incremento di oltre il 44% rispetto allo stesso mese del 2012. A livello europeo i primi cinque Paesi per potenza installata sono: Germania (31.308 MW), Spagna (22.796 MW), Regno Unito (8.445 MW), Italia (8.383 MW), Francia (7.564 MW).

In rapporto al numero di abitanti, però, al primo posto c’é la Danimarca; seguono Spagna, Irlanda, Portogallo, Svezia e Germania. In base all’estensione del territorio, è sempre la Danimarca a piazzarsi prima, seguita da Germania, Olanda, Portogallo, Spagna e Belgio. Per il presidente di Anev, Simone Togni, “il punto fondamentale da cui il settore dell’energia deve ripartire è l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli incentivi, privilegiando le fonti più virtuose”.

Ma Legambiente lancia l’allarme sul blocco dello sviluppo delle fonti pulite, nonostante – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – “l’Italia abbia tutto da guadagnare nel puntare sull’eolico: i fattori principali sono essenzialmente rintracciabili nella “burocrazia e un incredibile caos normativo”, oltre che nella mancanza di “linee guida” e della “pressione delle lobby delle fonti fossili”. I benefici ambientali ed energetici dell’eolico, spiega un grafico dell’Anev, sono calcolabili per il futuro in quasi 30 milioni di barili risparmiati al 2020; a oggi ci si ferma a sotto i 20 milioni. Le emissioni in atmosfera evitata superano i 9 milioni di tonnellate di CO2; al 2020 potrebbero sfiorare i 15 milioni.

Sul fronte dell’occupazione il settore eolico offre lavoro a circa 40.000 addetti, con una crescita media di 5.000 posti all’anno. Il contributo potrebbe raggiungere 66.000 posti di lavoro con il raggiungimento dei target al 2020 di 16.200 MW, cosa che porterebbe il vento a coprire il fabbisogno elettrico di 12 milioni di famiglie e a un miglioramento della qualità dell’aria con il taglio di 23,4 milioni di tonnellate di CO2.

FONTE: ANSA

New York, telefonino si ricarica al parco con energia solare

StreetChargeROMA – A New York da quest’estate lo smartphone e il tablet si potranno ricaricare anche al parco e a energia solare. L’operatore di telefonia AT&T, insieme al partner GoalZero, ha lanciato il progetto pilota ”Street Charge”: stazioni mobili, alimentate a energia solare, pubbliche e gratuite dalle quali ricaricare i propri dispositivi mobili in caso di bisogno. Un’idea nata dopo il disastro dell’uragano Sandy e il blackout elettrico che colpi’ la Grande Mela.

Sono gia’ operative due stazioni a Brooklyn e altre tre a Governor’s Island, Union Square e al Pier 1 di Riverside Park.

Entro la fine dell’estate saranno installate in totale 25 stazioni in cinque distretti della citta’. New York fa da apripista a un progetto che potrebbe in futuro essere ampliato, nella metropoli e anche ad altre citta’ negli Usa. Le stazioni rimarranno operative come test fino a ottobre e un monitoraggio del loro utilizzo indichera’ in quali aree della metropoli occorrera’ potenziare o meno il servizio. Le stazioni comprendono sei connettori di vario tipo, adatti per iPhone, iPad, dispositivi Android e Windows Phone. Sono alimentate da tre pannelli solari da 15 watt e da una batteria da 168 watt/h, abbastanza per consentire alle stazioni di funzionare per alcuni giorni senza esposizione ai raggi solari.

L’iniziativa si aggiunge alle 26 postazioni per WiFi gratuito che AT&T ha installato nei parchi di New York l’anno scorso.

 

FONTE: ANSA

Mediterraneo: un fondo europeo per progetti sostenibili

Cinque istituzioni finanziarie pubbliche europee, tra cui l’italiana Cassa Depositi e Prestiti, si sono impegnate a istituire un fondo per finanziare progetti a basso tenore di carbonio nei paesi Poveri del Mediterraneo. Il fondo, denominato Mediterranean Carbon Fund, sarà attivato entro il 2011 e potrebbe arrivare a raccogliere 200 milioni di euro. Il Mediterranean Carbon Fund (MCF) fornirà consulenza e finanziamento a progetti da realizzare nelle zone meridionali e orientali del Mediterraneo, ove si stima che nei prossimi cinque anni si avranno investimenti per non meno di 100 miliardi di euro in infrastrutture energetiche, necessarie cioè per ridurre i black out e per rispondere alla crescita interna dei consumi elettrici. Il Mediterraneo Carbon Fund, sostenuto dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) darà sostegno a progetti da fonti rinnovabili, di gestione dei rifiuti e di efficienza energetica nell’ambito del Clean Development Mechanism del Protocollo di Kyoto. Per garantire il numero e la qualità dei progetti, MCF disporrà inoltre di propri strumenti di assistenza tecnica, utili per fornire un sostegno efficace agli sviluppatori dei progetto. A parte la BEI le istituzione coinvolte nel progetto sono l’agenzia francese per lo sviluppo (AFD) e l’agenzia mista Proparco (anch’essa francese), la banca tedesca promozionale KfW Bankengruppe, e la già citata Cassa Depositi e Prestiti italiana. A breve un fondo analogo dovrebbe essere lanciato dalla BEI per favorire investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale in Africa, nei Caraibi, Asia-Pacifico e America Latina.

Fonte: LaStampa

Le scarpe ecologiche di Colin Lin

Da Taiwan la fashion designer Colin Lin progetta da tempo calzature eco-friendly, realizzate con scarti di giornali riciclati. Calzature dal disegno classico ma pur sempre femminili, colpiscono soprattutto per il materiale, la carta, che trova nuova vita sotto forma di mille pieghette a mò di origami. Un paio di scarpe di carta viene realizzato in 3-4 ore e sono vendute per $ 100-150 (Lin progetta allo stesso modo anche borse in 2-3 giorni, vendute per $ 260). Ovviamente la carta con cui sono realizzate queste scarpe viene opportunamente verniciata. Guarda anche le borse ecosostenibili di David Shock Design (qui)! E le keybag (qui)!

Fonte: Architettura&Design

Green Box: molto più di un packaging per pizza

Green Box: un packaging per  tre utilizzi. Trasporta, serve e conserva! Perchè consumare o sporcare piatti quando da un packaging possiamo ricavarne qualcuno? Dai piccoli gesti quotidiani spesso nascono progetti interessanti come questo. Green Box infatti somiglia ad un tradizionale contenitore per pizza ma con una marcia in più…anzi tre! Dal top del contenitore, realizzato interamente in materiale riciclato, è possibile ricavare quattro pratici piattini. Grazie alle guide pre-tagliate, con un semplice gesto è possibile ricavare quattro piattini per gustare la propria fetta di pizza, senza sporcare altro o produrre altri rifiuti. Ma non è tutto! Nel caso in cui avanzasse un po’ di pizza, è sufficiente rimuovere due alette dal packaging per trasformarlo in un comodo contenitore e conservare la pizza in frigo. Tutto questo senza stravolgere la forma originaria del packaging ma apportando piccole modifiche. Funzionale ed eco-sostenibile, un prodotto di food design per veri appassionati di pizza e di prodotti green. Guarda il  video di Green Box.

Fonte: Architettura&Design

Abito geek. Design eco per vestiti super tecnologici

Dopo i gioielli geek, realizzati da componenti elettronici di computer e lettori cd, la tecnologia si continua ad indossare!
E’ stato proposto all’ Austin’s Fashion Week, un vestito super tecnologico realizzato dal riciclo di cavi di un computer. L’idea è stata di una giovane stilista di nome Tina Sparkles. L’eco-stilista ha effettuato una ricerca riguardante lo smaltimento dei componenti elettronici dei computer, che spesso devono essere restituiti alle case produttrici una volta esaurita la loro utilità. Data la non chiarezza circa il processo di smaltimento, Tina ha deciso di lanciare una provocazione realizzando un abito coloratissimo, che potesse sensibilizzare sul tema del riciclo di questi rifiuti speciali. E’ stato chiamato Recycled Computer Wiring Dress – Supernova System ed è un vestito ecologico monospalla con un motivo geometrico disegnato ed una gonna a volant costituita da cavi di cablaggio arricciati.
Nel caso in cui l’abito geek vi fosse piaciuto e voleste imitare l’idea, evitate di distruggere il vostro computer! Tina Sparkles l’ha fatto per realizzare il suo primo modello, ma solo una volta che si era definitivamente rotto. Piuttosto potreste dare un’occhiata al suo blog per sapere qualcosa in più sull’abitino eco-tecnologico e su tante altre creazioni di Tina, come una gonna ottenuta dal riciclo di un libro, con tanto di istruzioni per il montaggio!
Fonte: ArchitetturaEcoSostenibile