Archivio della categoria ‘ARCHITETTURA’

Ecco l’ecoquartiere di Bordeaux

Una Bordeaux a misura d’uomo e amica dell’ambiente. Con questi obiettivi la Comunità urbana di Bordeaux ha lanciato, nel 2009, il progetto Bordeaux 2030, verso una città sostenibile. E proprio in questo piano, destinato nelle intenzioni dell’amministrazione a coinvolgere tutta la comunità, si inserisce la pianificazione di un nuovo eco – quartiere affacciato sul Lac Bordeaux.
GINKO, UN QUARTIERE DURATURO. Si chiama Ginko, il nuovo quartiere green; un nome scelto in onore della più celebre pianta, il ginko biloba, albero simbolo di resistenza e durevolezza. Questo, tra gli altri, l’auspicio per il quartiere, avviato nel 2006: che sia duraturo e a basse emissioni nocive. Per il sito di ubicazione, gli urbanisti hanno scelto un’area particolarmente suggestiva della città, in prossimità del lago Bordeaux. Sviluppato su 23 ettari, il nuovo insediamento sarà servito dai mezzi pubblici – la linea C dei tram passa proprio di lì – e potrà godere della vicinanza agli impianti sportivi della città. Ginko promette di divenire un quartiere a 360°: i progettisti hanno, infatti, predisposto l’area perché possa accogliere 2.149 alloggi, strutture scolastiche, uffici, un grande centro culturale e numerosi spazi commerciali. Nonché, ovviamente, spazi verdi.
EDILIZIA SOSTENIBILE, CONSUMI ENERGETICI RIDOTTI. Il progetto, partito nel dicembre 2006 e proseguito attraverso tranches di lavoro annuali, dovrebbe terminare entro il 2017, con l’ultima fase di costruzioni. Il 70% degli edifici, specificano architetti e ingegneri a capo del piano Ginko, sono “BBC – Basse Consommantion d’Energie”, il che significa per l’appunto che sono stati progettati per garantire consumi energetici contenuti e un bassissimo impatto ambientale. Le buone performances di Ginko sono garantite, infine, anche dalle scelte innovative in termini di riscaldamento, coibentazione, isolamento termico ed illuminazione. Una strategia a 360°, per arrivare preparati al traguardo Bordeaux 2030 – città verde.

Fonte: CasaeClima

PlanIt Valley: una città davvero ecosostenibile

E’ boom per le città econostenibili. Ad Abu Dhabi si sta costruendo Masdar City? L’Euorpa risponde con l’ancora più ambizioso progetto PlanIT Valley che, secondo gli scienziati architetti, ingegneri e progettisti che hanno elaborato il piano, dovrebbe essere regolata da un supercomputer che controllerà acqua, energia e ogni attività delle case. La sede scelta per questa città del futuro è Paredes, nel distretto di Oporto in Portogallo. Il progetto dovrebbe essere completato a tempo di record, se è vero che come data finale dei lavori è stata stabilita quella del 2015.
L’intera città sarà completamente ecosostenibile: gli edifici saranno prefabbricati per risparmiare soldi, che verranno reinvestiti nella tecnologia che dovrà controllare tutto e spazio. I tetti delle case saranno ricoperti di vegetazione per assorbire pioggia e sostanze inquinanti e scaldare di più. L’intera città sarà monitorata da un supercomputer che si occuperà di controllare consumi di acqua, luce e gas, riciclare i materiali liquidi e solidi, controllare la temperatura all’interno delle abitazioni, il tutto con l’unico obiettivo di non sprecare nemmeno una goccia d’acqua. Le energie rinnovabili la faranno da padrone: ogni abitazione sarà dotata di un impianto fotovoltaico e l’energia elettrica sarà ricava dal riciclo dei rifiuti. Normalmente una città di medie dimensioni sfrutta solo il 5 per cento dell’immondizia per il riciclo e la produzione di energia, nel caso della PlanIT Valley questo valore dovrebbe schizzare fino all’80 per cento. Le macchine che circoleranno per le vie della città saranno elettriche o a idrogeno. I progettisti hanno persino pensato ad un sistema che controlli che i bambini non si perdano nelle vite cittadine: qualora capitasse l’occhio vigile delle telecamere di sicurezza saprebbe individuarli e segnalarli alle autorità ( questa sa un po’ di Truman Show, a dirla tutta). Tutti i dati relativi alla vita della città, dal traffico al meteo, saranno elaborati dal computer. Speriamo che non lo chiamino HAL 9000…

Fonte: Liquida

Riapre il Negozio Olivetti di Scarpa in Piazza San Marco

“Vorrei da lei un biglietto da visita dell’Olivetti nella più bella piazza del mondo!” Questo, nel 1957, era stato il gentile invito che Adriano Olivetti aveva rivolto all’allora cinquantenne Carlo Scarpa. Il celebre negozio nelle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco, chiuso da anni per l’indifferenza del tempo e l’insidiosità della natura e attualmente di proprietà delle Generali, oggi 20 aprileriapre grazie a un accurato intervento del FAI (Fondo per l’ambiente italiano) in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia.

Il committente Adriano Olivetti nel ’57 si era dimostrato già impegnato nell’affermazione di una cultura architettonica nazionale con la fabbrica a Ivrea degli anni 30, e successivamente aveva creduto nell’apertura in tutto il mondo di showroom che testimoniassero la grande capacità inventiva e produttiva dell’Italia di quegli anni.

Carlo Scarpa nel progetto di piazza San Marco si dovette confrontare con più parametri di difficoltà: primo fra tutti il contesto prestigioso e grondante di storia, in seconda battuta con le dimensioni ridotte del locale, 21 metri di profondità per 5 di larghezza, poco illuminato e diviso in due vani da una parete. Ma egli ne creò un’opera di grande respiro e trasparenza, una scatola luminosa inaspettata per chi proviene dall’ombroso portico. La capacità di Scarpa si rivela qui nella capacità di trasformare lo spazio in uno spazio psicologico. Come la prospettiva straniante dei gradini scolpiti nella scala volante e il tappeto di tessere colorate che ci invitano a salire.

Per questo atteso evento di rinascita di un piccolo pezzo del patrimonio italiano il figlio Tobia Scarpa ha detto: “Il negozio Olivetti è uno dei pochi lavori di mio padre a cui io abbia contribuito. Quando fu inaugurato nel 1958 tutto era nuovo e lucido, perfetto, non vi era la patina del tempo né quella della salsedine che è una peculiarità di Venezia. Adesso è di nuovo tutto in ordine, e sono stati ritrovati i colori originali: questo recupero lo fa vibrare di più. Oggi, si può percepire la scelta cromatica dello stucco veneziano che papà aveva fatto mettere nelle partiture dei parapetti come qualcosa di necessario, mentre prima questo valore non veniva percepito come importante proprio perché nella natura stessa della cosa. Sembrava essere semplicemente un colore giusto, gradevole e bello, in realtà era un colore straordinariamente necessario: faceva vibrare tutto lo spazio nei confronti della luce. Senza il restauro non sarebbe stato possibile capire questa qualità di scelta nella complessità degli elementi”.

L’accesso al pubblico sarà possibile a partire dal 22 aprile. Oltre all’altissima qualità architettonica dei suoi interni, il negozio offrirà ai visitatori la visione della collezione Olivetti di macchine da scrivere e macchine da calcolo, donata al Fai dall’azienda di Ivrea.

 

Fonte: Architetti.info

 

Architettura: la Concrete House II di A-cero

Lo studio di architettura A-cero ha presentato uno dei suoi ultimi lavori, la Concrete House II, una grande casa unifamiliare a un piano, disposta su una superficie di 1600 mq, nella periferia di Madrid, in una tenuta di 5000 mq.
La prima sensazione che suscita questa casa quando si accede al lotto è che l’edificio sembra essere nascosto dietro pareti e rampe verdi che si estendono fino al tetto. Le pareti sono color grigio scuro e contengono, tra una e l’altra, aree a verde che sembrano salire verso il cielo.
Il retro della casa è completamente aperto verso il giardino su cui si affacciano salone, sala da pranzo, biblioteca, studio e camere da letto. Le ampie vetrate, i volumi  e le proiezioni sono enfatizzati dal calcestruzzo. Questi elementi fungono da copertura dei vari portici della casa. La grande finestra del salone principale a tutto vetro rende questo spazio completamente aperto verso l’esterno. La proprietà comprende un elegante giardino, un laghetto e un campo da paddle. L’aspetto ecologico è molto importante in questo lavoro di A-cero: le principali aree che svolgono un ruolo ecologico sono sul tetto, coperto di vegetazione su cui è stato anche installato un sistema di energia rinnovabile, costituito da ampie superfici con collettori solari tubolari che consentono un’autonomia energetica quasi totale della casa.  Il piano interrato è riservato al garage, ripostiglio, una sala proiezioni con un mobile bar realizzato in alabastro retroilluminato e una cantina.

Fonte: ArchiPortale

Assisi: riaperta la cripta di San Francesco

Ha riaperto al culto la cripta che conserva le spoglie di San Francesco, dopo i lavori di restauro che l’hanno riportata al suo aspetto e ai suoi colori originari. Era il 1226 quando Francesco morì, dopo soli due anni la Curia pontificia avviava la costruzione della basilica assisiate a lui intitolata, in coincidenza con la canonizzazione.
Nel 1230, la basilica di San Francesco accoglieva le reliquie del Santo e veniva proclamata caput e mater di quel fenomeno religioso che a tutti gli effetti poteva essere appellato “francescanesimo”. Il sarcofago del Santo si trova nella cripta della basilica inferiore, ricavata ai primi del ‘900 con l’utilizzo di circa 15.000 conci di pietra rosata provenienti da una cava nei pressi di Assisi. Autore ne fu Ugo Tarchi, che diede forma a un’essenziale struttura neo-romanica con volta a crociera, in un insieme perfettamente integrato all’impostazione della chiesa. La riapertura della cripta è avvenuta alla presenza del Ministro per i beni e le attività culturali, Giancarlo Galan e seguita dalla celebrazione religiosa officiata dal cardinale Angelo Bagnasco.

Fonte: ProgettoRestauro

Coste scozzesi: progetto da 10 mw per energia da maree

Il governo scozzese ha approvato il progetto della Scottish Power Renewables relativo ad un grande impianto dimostrativo per la generazione di energia elettrica dalle maree nel Sound of Islay, il tratto di mare che separa l’isola di Islay da quella di Jura, sulla costa occidentale della Scozia.
Il progetto, della capacità di 10 MW, prevede un investimento di 40 milioni di sterline (circa 46 milioni di euro) per installare 10 turbine da 1 MW, in grado di coprire la domanda elettrica di 5.000 famiglie. Il progetto, che dovrà essere approvato dalla Marine Scotland, l’organismo responsabile della gestione dei mari scozzesi, è considerato di importanza cruciale per testare una serie di fattori necessari per la diffusione su larga scala di questa tecnologia. In particolare, consentirà una migliore comprensione degli aspetti tecnici relativi alla distribuzione e alla manutenzione dei macchinari nonché dei sistemi di analisi e monitoraggio delle prestazioni. Secondo quanto è stato dichiarato da John Swinney, capo di gabinetto per la Finanza e la Crescita sostenibile, questo progetto rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo della tecnologia delle maree. Le coste scozzesi sono considerate uno dei luoghi migliori nel mondo per lo sfruttamento delle correnti di marea. La scelta di installare l’impianto nel Sound of Islay è stata effettuata dalla Scottish Power Renewables a seguito di una ricerca effettuata lungo la costa dell’intero Regno Unito proprio allo scopo di individuare il sito più idoneo allo svolgimento di un grande progetto dimostrativo.

Fonte: LaStampa

New Design University e WIFI a St. Pölten

Il nuovo Centro tecnologico di St. Pölten, nella Bassa Austria, ospiterà due diversi istituti: i Laboratori di apprendimento del WIFI Bassa Austria e la New Design University St. Pölten.

Come reso noto dallo studio di architettura viennese nel dicembre 2011, il progetto complessivo di AllesWirdGut e FCP si è imposto durante la fase concorsuale. Il principio sostanziale della proposta consiste nell’accorpamento, all’interno dello stesso edificio, di entrambe le funzioni principali. La scelta ha così permesso, da una parte, di conservare libera una porzione di territorio per altre successive esigenze, dall’altra, di offrire possibilità di migliore comunicazione interdisciplinare fra i diversi utenti della struttura.

Un Foyer comune unisce tutte le funzioni, tutti i livelli e tutte la aree aperte al pubblico, tra cui le zone di relax e per manifestazioni, creando uno spazio centrale di comunicazione che comprende anche tutta la viabilità interna. Il Foyer è immediatamente adiacente a una piazza di accesso di nuova realizzazione che consente il collegamento immediato della nuova costruzione con l’edificio esistente del WIFI. La facciata del nuovo Centro tecnologico, con la sua particolare conformazione, facilita la visibilità dell’interno dell’edificio da ogni punto dello spazio urbano circostante.

 

Il trampolino olimpionic

Il trampolino del salto con gli sci del Bergisel, ricostruito nel 2001, riunisce in modo geniale tutti i rami dell’architettura: quello della costruzione dei ponti con il tratto di rincorsa, l’edilizia del soprassuolo con la torre e la carpenteria in acciaio con la testa della torre. Autrice di questo capolavoro architettonico è Zaha Hadid, architetto di origine irachena che vive e lavora a Londra e ha già firmato opere quali il Tomigaya Zaha Building a Tokio, il Rosenthal Center for Contemporary Art a Cincinatti e l’ampliamento del Reina Sofia Museum a Madrid.La Hadidsi è guadagnata il riconoscimento internazionale tra l’altro anche nel 2004 ottenendo per i suoi lavori il premio Pritzker; è la prima donna a riceverlo. Con lo Stadio del Bergisel Zaha Hadid unisce elegantemente trampolino del salto, caffè e tratto di rincorsa formando un tutt’uno imponente ed emblematico, una scultura utilizzabile; quale altra città può vantare un’opera d’arte altrettanto poliedrica?Il trampolino del salto domina maestoso la città olimpionica dall’alto dell’epico monte Bergisel, che ha sempre rivestito un ruolo importante per il Tirolo e in particolare per Innsbruck: circa 200 anni fa vi combatté per la libertà della patria un gruppo di tirolesi coraggiosi capeggiato da Andreas Hofer. Già nel 1925 fu edificato su questo storico suolo il primo trampolino del salto. Questo impianto sportivo ebbe due volte l’onore di ospitare le Olimpiadi: la fiaccola olimpica brillò sul Bergisel in occasione dei Giochi Olimpici del 1964 e del 1976. L’arena fu anche teatro di sensazionali manifestazioni: nel 1988 Papa Giovanni Paolo II celebrò la messa davanti a 60.000 fedeli. L’arena del Bergisel non è solo ogni anno punto d’incontro invernale di sportivi e amanti dello sport, tra l’altro anche al Torneo internazionale dei Quattro Trampolini; è anche luogo in cui si disputano le gare FIS e centro di allenamento su tappeto sintetico durante tutto l’anno: i campioni di salto prendono la rincorsa su una speciale corsia in porcellana, la corsia di atterraggio è rivestita di speciali tappeti sintetici ammortizzanti.Il più moderno impianto sportivo di sci del mondo, con oltre 28.000 posti per gli spettatori, è destinato prevalentemente al “salto spettacolare con gli sci”, ma è anche un nuovo emblema della città di Innsbruck, ricco di opportunità per i turisti che possono godersi il panorama, fare una sosta al caffè e appagare il loro interesse per la tecnica e l’architettura. L’intero impianto, compresa la cabinovia, l’ascensore della torre, il caffè panoramico e la terrazza belvedere in cima al trampolino, è aperto al pubblico ogni giorno dalle ore 8.30 alle 18.00 (l’orario di apertura invernale dalle 09:30 alle 17.00). Il trampolino olimpionico del salto con gli sci si può facilmente raggiungere con il bus turistico “The Sightseer” e conla Club InnsbruckCard. La visita a questa meta turistica non è che una delle numerose offerte della Club Innsbruck Card. 255 gradini, oppure qualche minuto con il moderno ascensore obliquo, dividono l’ingresso della torre di questa spettacolare opera architettonica dal belvedere, posto 47 m più su, con panorama a 360 gradi sullo scenario di montagne che abbraccia  Patscherkofel, Nordkette, Hohe Munde e Serles, meraviglioso in qualsiasi stagione dell’anno. Lo stupendo colpo d’occhio si può godere sia dalla terrazza che può ospitare 180 persone sia dal caffè panoramico sotto la piattaforma belvedere. Il ristorante, con capienza di 120 persone, può anche essere affittato insieme all’utilizzo della cabinovia e dell’ascensore dalle ore 19.00 alle 01.00 per manifestazioni serali private come per esempio programmi incentive. L’apposito parcheggio per auto e pullman ha una capienza tale da far fronte alla mole dei visitatori.

Bilbao ha fatto boom

La metropoli basca è diventata una meta per i viaggiatori che si interessano di architettura: l’evoluzione di Bilbao nel senso di Hot-Spot di architettura contemporanea è iniziata 15 anni fa con il Museo Guggenheim di Gehry. Le aree industriali dismesse sono state riportate in vita e un gran numero di nuove costruzioni e riqualificazioni testimonia la trasformazione della città.

 

Ecco alcune impressioni ricavate dalla visita delle architetture più recenti, comela Torre Iberdroladi César Pelli e l’edificio “Alhóndiga”. In quest’ultimo caso Philippe Starck ha modificato l’ex deposito vinicolo cittadino, un grande complesso dei primi del secolo scorso, e lo ha trasformato in uno spazio per il tempo libero e la cultura, aperto e pieno di vita, completo di mediateca, cinema, spazi espositivi, piscina, bar e ristoranti.

Karuizawa:l’origami firmato da Yasui Hideo Atelier

La tecnica della ‘carta piegata’ diventa architettura

– In occasione del 101° anniversario della nascita di Akira Yoshizawa, il più grande maestro giapponese nell’arte dell’origami, cogliamo il pretesto per presentarvi un progetto d’architettura che trae la sua origine proprio da questa tecnica manuale dalla tradizione centenaria.
La famigerata arte di piegare la carta, infatti, è stata fonte d’ispirazione per l’architetto Yasui Hideo nel concepire la sua ultima architettura contemplata nel complesso museale di Karuizawa nell’area di Nagano.

Situato nel territorio vulcanico dei monti di Yatsugatake, l’edificio è progettato per affiancare il museo dedicato al pittore giapponese di fama internazionale Hiroshi Senju, caratterizzato dal susseguirsi di superfici e di linee curve.

L’obiettivo di Yasui Hideo è stato quello di generare un voluto contrasto, sviluppando un’architettura totalmente priva di rotondità e delineata dal continuo ripiegarsi delle superfici alla stregua di un origami di carta.

Si tratta, dunque, di una mera provocazione, che l’architetto ha riprodotto in un primo tempo facendo uso della carta e, in un secondo momento, piegando il rivestimento metallico del fabbricato in differenti porzioni triangolari.

 

BELGIUM IS DESIGN TRIENNALE DI MILANO

è PERSPECTIVES | Una mostra che intende tracciare un quadro esaustivo del design belga contemporaneo ed è frutto della collaborazione tra le più importanti organizzazioni ed enti promotori del design in Belgio, con la partecipazione di 25 designer e aziende, emergenti e affermati.

è INSALATA BELGA BRUSSELS FOOD DESIGN APERITIF (caravan all’esterno) | Nel quadro di ‘Belgium is Design’ e della mostra Perspectives, Bruxelles Invest & Export con la collaborazione del noto designer belga Xavier Lust e del sommelier ed esperto gastronomico Eric Boschman, organizza “Insalata Belga”, un evento che intende promuovere “Brusselicious – l’Année de la gastronomie”, che si svolgerà durante tutto il 2012 nella capitale belga.

Dal 16 al 20 aprile, un caravan di Visitbrussels (partner del progetto), customiz­zato da Xavier Lust, sarà davanti all’entrata della Triennale e animerà le giornate dei visitatori, offrendo un momento all’insegna del buongusto e relax sotto gli alberi di Viale Alemagna… “ Belgium is Design” è una dichiarazione di passione per il design, che mette in evidenza le caratteristiche uniche dell’arte e dell’artigianato belga. “ Belgium is Design” è quindi un’affermazione comune delle tre regioni del Belgio, che fondono le loro diverse caratteristiche culturali e sociologiche. Bruxelles, le Fiandre ela Valloniaospitano designers di talento, superando le barriere linguistiche e culturali e formando uno stile unico.

Per questo motivo “ Belgium is Design” .
“ Belgium is Design” è un marchio comune che annuncia, in Belgio e all’estero, le azioni organizzate dalle diverse istituzioni di promozione del design: WallonieBruxelles Design/ Mode, Design Flanders e il Centro della Moda e del Design di
Bruxelles. Questo marchio è anche supportato con entusiasmo dalle organizzazioni promotrici dell’export: Flanders Investment & Trade, Agence Walonne à l’Exportation e Brussels Invest & Export.
Ogni anno molte aziende belghe partecipano alla Design Week di Milano, in particolar modo al Salone del Mobile che, con il suo FuoriSalone in città, è il più importante evento internazionale di design, dove stampa, acquirenti, si riuniscono ogni
anno. Pertanto le iniziative governative belghe sostengono questo evento e cercano di stimolare nuovi talenti a promuoversi sul piano internazionale attraverso questa piattaforma.
Nel sistema federale belga, la promozione dell’esportazione è prevalentemente di competenza regionale. Ogni regione, Bruxelles, le Fiandre e la Vallonia, partecipa alla Design Week di Milano di sua iniziativa da molti anni. In questo evento affollato è però fondamentale trovare un modo per distinguersi e attirare la massima attenzione. Dal momento che l’unità è più forte della somma delle singole iniziative, le agenzie regionali per la promozione del design da un lato, e l’imprenditorialità internazionale dall’altro, hanno unito le loro forze e hanno deciso, in un primo momento, di comunicare congiuntamente la presenza belga a Milano, offrendo una panoramica delle diverse azioni, sia pubbliche che private.
Da allora, l’approccio comune si è evoluto ulteriormente. Nel 2011 le diverse iniziative governative sono state integrate in un’unica presentazione, identificata con lo slogan “ Belgium is Design” . Questo nuovo inizio è stato caratterizzato dalla scelta della sede: la loggia della prestigiosa Pinacoteca di Brera, proprio nel cuore del Brera Design District. Grazie a questo enorme successo comune, “ Belgium is Design” si ripropone con il medesimo assetto nel 2012, scegliendo come sede dell’evento un altro luogo emblematico: la Triennale di Milano.
Il logo “ Belgium is Design” è stato creato dal grafico Raf Thienpont, che vive e lavora a Bruxelles. Si tratta di un segno elegante, minimalista ma forte, di per sé emblematico del terreno comune dell’altrimenti ricca e variegata scena del design belga. Il tricolore aggiunge un tocco delicato, mostrando il carattere belga: riservato, ma allo stesso tempo caldo, vivace e aperto.

Vanke triple V gallery, a Tianjin: la perfezione costruttiva cinese

Lo studio di Singapore Ministry of design firma l’elegante galleria espositiva

– La Vanketriple V gallery è una piccola costruzione rivestita in corten, firmata dallo studio di Singapore Ministry of Design per Vanke, a Tianjin. Nel programma stilato dall’esigentissimo cliente, fra i più grandi promotori immobiliari nella Cina del Boom, erano previsti 3 spazi principali: un centro per informazioni turistiche, una galleria espositiva e una zona lounge per discussioni (presumibilmente d’affari importanti). In uno sforzo di addominali, il triangolo di base pare impennarsi agli angoli per aprirsi ai visitatori, secondo direzioni diverse che corrispondono alle differenti funzioni. L’aspetto scultoreo è sottolineato dall’uso di materiali molto definiti, come il Cor-Ten per il rivestimento 

Eye Film Institute: un certo sguardo sul cinema

Amsterdam: pochi giorni all’inaugurazione del centro firmato Delugan Meissl

– Lo studio viennese Delugan Meissl sta ultimando i preparativi per l’inaugurazione della prima grande opera nella capitale Olandese, l’ Eye Film Institute di Amsterdam. Il prossimo 5 aprile aprirà ufficialmente le porte questa nuova sede dell’istituto cinematografico di Amsterdam, con il nome (in olandese) di Eye Film Instituut. Situato sulla riva nord del fiume IJ, davanti alla Stazione Centrale, sarà la prima grande istituzione culturale ubicata sulla sponda opposta a quella della città storica. Il centro farà parte del nuovo quartiere Overhoeks di Amsterdam, destinato a svilupparsi molto nei prossimi anni e a divenire un importante punto di incontro culturale. Una vista mozzafiato sull’acqua per

Il nuovo volto del Museo Nazionale dell’Automobile

Cino Zucchi Architetti ridisegna uno dei centri culturali più famosi d’Europa

– Ad un anno di distanza dalla riapertura grazie al progetto di rinnovamento curato dall’architetto Cino Zucchi, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, resta un luogo unico nel suo genere, dotato di una collezione di automobili esclusiva in Europa. Ubicato nei pressi del Lingotto e con affaccio sul fiume Po, il Museo ripercorre la storia di un mezzo di trasporto ma allo stesso tempo la storia del design, in quanto ogni singola autovettura esposta racchiude in sè l’espressività del proprio tempo. Il Museo è inaugurato nel 1960 grazie all’idea e alla dedizione di Carlo Biscaretti di Ruffia, che ne riunisce la collezione e ne fa costruire una sede su progetto dell’architetto Amedeo Albertini: il nome dell’edificio 

Maison des arts, la periferia può essere creativa

Lo studio francese Tetrarc firma un Centro culturale alla porte di Nantes

– Lo studio Tetrarc, di Nantes, firma alle porte della città bretone la nuova Maison des Arts di Saint Herblain. Il programma prevedeva una multiplicità di funzioni, dalla musica alle arti plastiche, dalle arti visive alla biblioteca, arrivando a un vero auditorium per gli spettacoli al suo interno. Un guscio metallico irridescente racchiude, mantendosi a rispettosa distanza, le forme autonome associate alle diverse funzioni. Un gesto unitario, il guscio che si chiude su se stesso, che racchiude al suo interno, decentrato, un patio aperto verso il cielo. Musica, danza, teatro sono ospitati e protetti all’interno mentre la parte espositiva si apre verso la luce naturale. Fedeli agli imperativi del programma, le attività si 

Shenzhen: Urbanus firma un centro di registrazione matrimoni

La sacralità del rito disegna i tratti di una sede governativa

– Il Nanshan Wedding Center progettato dallo studio Urbanus incarna una nuova tipologia di opera architettonica in territorio cinese, dove l’immagine dell’ufficio preposto alla registrazione dei matrimoni è comunemente associata a quella dei complicati processi burocratici che caratterizzano le istituzioni governative. Lo studio Urbanus ha voluto, pertanto, attribuire una nuova identità alla procedura di registrazione realizzando un’architettura che dispone di diversi spazi pubblici fruibili anche dal resto della città di Shenzhen. Ridefinendo la monumentalità e la nuova immagine della sede istituzionale, obiettivo dei progettisti è stato quello di ‘accorciare le distanze’ tra cittadini e autorità di governo. Situato 

 

PROGETTISTI IN VERDE

Giardini d’Autore, la mostra mercato dedicata al mondo del giardino, presenta anche quest’anno il progetto “Green Carpet”: giovani designer propongono idee innovative per l’outdoor.
Appuntamento da venerdì 16 a domenica 18 marzo a Villa Lodi Fè, Riccione
Riccione, 13 febbraio 2012_Ritorna la tanto attesa edizione primaverile della rassegna florovivaistica dedicata agli amanti del giardino. Vivaisti provenienti da tutta Italia colorano con collezioni botaniche uniche il weekend riccionese.

Addentrandosi nello splendido giardino di Villa Lodi Fè ci si potrà perdere tra i profumi di piante aromatiche, rose antiche e moderne; osservare il colore di orchidee, camelie, peonie, ellebori e azalee in fiore e sarà difficile non lasciarsi tentare delle piante afrodisiache o farsi affascinare dalla tenacia delle piante rampicanti. È consigliabile guardare ma non toccare le pungenti piante grasse, affinare l’olfatto tra agrumi e alberi da frutto e aguzzare la vista tra piante acquatiche, piante per api e farfalle.
Nelle tre giornate dell’evento i visitatori avranno la possibilità di acquistare direttamente dai migliori vivai italiani piante, bulbi e semi per cimentarsi nella creazione di veri e propri Giardini d’Autore.
Come ogni anno professionisti e non potranno condividere la passione per il verde e per l’artigianato artistico di qualità, in un ambiente ricco di stimoli per arredare con originalità casa e giardino.
In primavera, ciclicamente sboccia il progetto Green Carpet, uno spazio dedicato a giovani designer e progettisti che hanno la possibilità di presentare le loro idee del vivere verde. Un’idea che parte dalla volontà di ripensare gli spazi verdi sia pubblici che privati sotto una visione nuova e con temporanea.
Tra le presenze da segnalare in questa edizione 2012 il progetto di “Ofelia Tuttotorna”, uno spazio nato dalla voglia di accogliere creazioni che si sono ribellate al loro destino. Strumenti sfuggiti al loro uso quotidiano e divenuti qualcos’altro per opera delle mani creative di giovani e sconosciuti designer che hanno scelto l’artigianato ed il “pezzo unico”. Eco alcune delle proposte: la lampada da terra Tree Metal con la base di gesso, il tronco d’albero a stelo ed una nuvola di zanzariera metallica; la colorata e spiritosa collezione Vasi Outdoor maxi realizzati interamente inmaterie plastiche di recupero; l’Erbavoglio, il simpatico giardino da tavolo destinato a coloro che vogliono abbellire l’ufficio o la casa con un angolo verde originale. Inoltre, insieme a Ofelia Tuttotorna, saranno attivati anche laboratori creativi che si terranno nelle tre giornate di Giardini d’Autore.
L’Associazione “Ri-QUADRO” per Boulevard dei paesaggi partecipa con “RI-CITY”, un progetto di ricerca, sensibilizzazione e divulgazione sui temi della mobilità lenta in città, in particolare sulla conoscenza del percorso di “Boulevard dei Paesaggi Riccione”.
Altra presenza importante quella di Neò – Natura su misura – studio di architettura e progettazione creativa di spazi verdi, dove il giardino esce dal suo essere espressione di bellezza e diventa ambasciatore di attenzione verso il paesaggio. Si risveglia la coscienza di ciascuno nell’attivarsi con tanti piccoli gesti ripetuti da un gran numero di persone, come piantare un albero o curare un giardino. La creatività e la competenza tecnica di Elisa Campra, agronomo e architetto paesaggista, danno vita a soluzioni sostenibili e originali, mentre nella showroom, curata da Laura Campra, i progetti trovano il loro completamento con arredi, strutture e accessori.
Infine il progetto “Green Life” nato da un’idea dell’Architetto Manolo Benvenuti, da anni collaboratore di Giardini d’Autore. Mobili e oggetti di uso quotidiano oramai dismessi ri- prenderanno vita grazie alla creatività dei ragazzi del Liceo Artitisco Federico Fellini di Riccione e si traformeranno per ospitare piante e fiori: un’estremizzazione del verde che diviene il prolungamento della casa e bene da curare e valorizzare.
Nelle tre giornate della manifestazione saranno attivati corsi per piccoli e grandi giardinieri. Il pubblico di Giardini d’Autore potrà partecipare all’iniziativa a cura dell’Associazione Maestri di Giardino: “Apprendisti Giardinieri”- mini appuntamenti presso gli stand dei vivaisti presenti per conoscere tecniche e segreti sulle piante, oppure scegliere il laboratorio di composizione floreale, per dare spazio a fantasia e manualità. Per la prima volta inoltre verrà presentato l’orto sinergico, ovvero l’arte di coltivare la terra lasciando fare alla natura.
La rassegna florovivaistica diventa inoltre una splendida occasione per scoprire il territorio grazie alle idee weekend proposte dal Consorzio Costa Hotels Riccione.
La mostra rimane aperta nelle giornate di venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 marzo con orario continuato dalle ore 9.30 alle ore 18.30. Il costo del biglietto d’ingresso è di 4 euro. Entrata gratuita per i ragazzi sotto i 16 anni.

THE LIVING ROOF

The Living Roof offre l’essenza della città. Racchiude tutte le esigenze della vita quotidiana in una unica capsula autosufficiente.
Ideato come un modulo da poter letteralmente appoggiare sul tetto di un edificio, The Living Roof può essere trasportato e inserito in qualunque ambiente. La struttura i sistemi di isolamenti della “conchiglia”e i sistemi di riciclo, permettno al nido di poter essere inserito in qualunque contesto.

Le sue forme sensuali permettono di incanalare il vento in alcune mini-turbine posizionate all’estremità del tetto, mentre  l’acqua piovana può essere incamerata con facilita. Celle fotovoltaiche integrate, infine,  contribuiscono a fare della struttura il tetto “vivente” con il minor impatto ambientale.

Usato come un albergo, il progetto tetto vivente , puo’ essere sparso per la citta’. Alloggi di lusso che possono cambiare ubicazione ogni stagione e nelle parti piu’ richieste della citta’.  All’interno, piuttosto che disperdere le attività in orizzontale, un anello funzionale , ruotando varie gli ambienti durante il giorno a seconda delle funzioni che gli abitanti vogliono effettuare.

 

Lusso, stile ed ecologia sono gli elementi cardine del tetto Living, un nuovo rifugio urbano.

 

http://arch.nau.coop/#/future-design/living-roof/LivingRoof_06

 

[ENG]

 

The Living Roof offers the essence of the city. It condenses all daily life’s needs into a compact and self-sustaining capsule. Intended as an urban rooftop getaway, but ready to be airlifted into the savanna at short notice, its ultra-insulated shell and regenerative systems allow the Living Roof to exist largely off the grid. Its sensuous forms feed wind into mini-turbines at each end, while funneling rainwater to collectors. Integrated photovoltaic cells also help to make the Living Roof one of the world’s greenest structures.

 

Used as a hotel, the Living Roof project exists as individual suites spread throughout the city. These lodgings are located in the most sought-after quarters of the city, with locations changing every two years. Inside, rather than dispersing activities horizontally, a functional ring vertically combines sleep, lounge and work areas. Guests can choose their desired mode and the ring rotates the appropriate module downwards. Luxury, style and ecology are effortlessly provided in the Living Roof, a new urban retreat.