Greenpeace, rinnovabili volano ma si premiano energie ‘vecchie’

1352811237292_campoROMA – ”Mentre la generazione di energia pulita – che fa risparmiare sull’import di fonti fossili, crea lavoro e azzera le emissioni inquinanti – e’ oramai in grado di dare un contributo essenziale al fabbisogno del Paese, da piu’ parti giungono segnali inquietanti, di fondi a pioggia per premiare produzioni vecchie e inefficienti, sempre piu’ incapaci di tenere il mercato”. Lo denuncia Andrea Boraschi, responsabile dalla campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dopo la diffusione dei dati Terna che indicano un nuovo record delle fonti rinnovabili in Italia. Nel mese di giugno le fonti pulite hanno generato il 50,2 per cento dell’elettricita’ italiana, coprendo il 44,3 per cento della domanda.

”L’evoluzione – afferma Boraschi – e’ chiarissima. Avanzano le fonti rinnovabili e arretrano le fossili. Viene da chiedersi se la politica ne sia al corrente”. Greenpeace punta il dito sul piano di sussidi, che ”sembra che il Ministero per lo Sviluppo Economico stia approntando, senza trovare resistenze da parte dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato, per il settore termoelettrico pari a 400-500 milioni di euro all’anno, nei prossimi tre anni, fino a crescere a 1,5-2 miliardi all’anno dal 2017”. ”Abbiamo l’occasione storica – rileva Boraschi – di lasciarci alle spalle le fonti piu’ sporche e inquinanti, a partire dal carbone che appare economicamente conveniente solo perche’ il sistema ETS (Emission Trading Scheme), in Europa, continua a non funzionare. Gia’ oggi le rinnovabili fanno risparmiare al Paese 8-10 miliardi di mancate importazioni fossili. Cosa aspettiamo a imboccare senza esitazioni la strada della rivoluzione energetica, come altri Paesi stanno gia’ facendo?”.

 

FONTE: ANSA